Il Tirreno

Livorno

Livorno si ferma per la bomba

Il film dell'esplosione
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Il film dell'esplosione

Disinnescato e fatto brillare dagli artificieri in una cava a Lavajano l’ordigno bellico sganciato 68 anni fa dagli americani sul quartiere Venezia. Evacuate seimila persone: tutto è filato liscio e anche i livornesi sono stati - salvo qualche caso - disciplinati

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Qualcuno ha pregato, altri hanno festeggiato, molti sono andati al mare, ma c'è stato pure chi si è barricato in casa rifiutandosi di uscire. Poco dopo mezzogiorno si è conclusa senza troppi problemi l'operazione di disinnesco della bomba americana della seconda guerra mondiale trovata il 23 agosto a Livorno, nel cuore del quartiere della Venezia, che ha portato all'evacuazione di 6 mila persone dal centro di Livorno.

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Subito dopo il disinnesco e la rimozione della bomba è stato dato il segnale dalle sirene delle navi in porto. L’ordigno - mille libbre, un metro e 70 di lunghezza - è stato fatto brillare dagli artificieri alle 15 nella cava di Poggio Castellaro a Lajatico. Gli artificieri del Genio Pontieri di Piacenza hanno iniziato le manovre di disinnesco dell'ordigno (che si trovava a poche decine di metri dalla Fortezza Vecchia) intorno alle 10 per concludere dopo poco meno di un'ora. L'evacuazione dei cittadini era iniziata alle 7 e si è conclusa entro le 9.

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cronaca di Juna Goti, Lara Loreti, Ludovica Monarca e Federica Scintu

Molte persone sono state viste allontanarsi con borse-frigo e altri oggetti per andare al mare (le foto), ma c'è stato chi si è barricato in casa.

Molti cittadini hanno obbligatoriamente lasciato le case con cani e gatti. Una cinquantina di persone, in gran parte anziani soli e con problemi di salute, hanno trovato accoglienza al Palasport di Porta a Terra (foto), come previsto dal Comune: tra gli ospiti una donna di 99 anni e le suore di un istituto religioso anch'esso evacuato (che hanno pregato perchè tutto andasse bene). Per chiudere “l'area rossa” hanno lavorato almeno 300 persone tra forze dell'ordine, protezione civile e volontari.

Precisazione del 15 settembre.
Il giorno della diretta è stata data la notizia che un avvocato abitante in Venezia si sarebbe rifiutato di uscire dopo aver risposto alle forze dell'ordine che era suo diritto restare. L'avvocato Cervelli si è riconosciuta nella notizia e tiene a precisare che quel giorno non era a casa, di non aver mai parlato con le forze dell'ordine e non aver aperto la porta semplicemente perché non c'era, avendo rispettato l'ordinanza che imponeva l'evacuazione. Inoltre, nelle immagini del video pubblicato sul sito Tu Tv, in cui si dava conto del porta a porta svolto dalle forze dell'ordine per completare l'evacuazione, si mostravano dapprima alcuni agenti di polizia e uomini della protezione civile bussare alle porte all'interno di un edificio; e successivamente le forze dell'ordine urlare dalla strada verso le finestre dell'edificio in cui effettivamente l'avvocato abita, "avvocato si affacci". Le immagini degli interni e degli esterni non si riferiscono allo stesso edificio.

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