Il Tirreno

Livorno

Il programma c'è, l'accordo ancora no

Juna Goti
Di lato la sala vuota di Palazzo Civico: il consiglio comunale dovrebbe riprendere i lavori venerdì mattina
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Di lato la sala vuota di Palazzo Civico: il consiglio comunale dovrebbe riprendere i lavori venerdì mattina

Si annunciano contrasti su aziende partecipate, traffico e futuro del porto

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 LIVORNO. Tre punti chiave: società partecipate e rifiuti, Piano della mobilità urbana, varianti anticipatrici del Piano strutturale (dall'abitare sociale al Piano regolatore portuale fino alla controversa variante della Ceschina). È su queste tre carte che ridisegnano il futuro della città che si misurerà, nei prossimi giorni, la tenuta della maggioranza. Ieri i segretari e i capigruppo di Pd, Sel e Idv (per i dipietristi sono arrivati due "emissari") si sono riuniti a Palazzo Civico per esaminare il documento con i dieci punti di governo presentato dal sindaco. E se la bozza di piano c'è, per l'accordo - proprio su partecipate, mobilità e varianti - servirà più di qualche trattativa.  Rifiuti e partecipate. Partiamo da Aamps: nel documento si ribadisce la volontà di realizzare la terza linea del termovalorizzatore al Picchianti. Non si parla mai di ripubblicizzazione. Per Atl viene ribadito il percorso verso la realizzazione di un soggetto regionale che partecipi alla gara europea per il trasporto pubblico. Quanto ad Asa la linea è tiepida: preso atto del referendum faremo il possibile...  Gli alleati prendono tempo. Uno scenario che prefigura già fuoco e fiamme in maggioranza. Sulla terza linea i vertici livornesi di Idv strillano no da mesi. Ieri, al tavolo degli alleati, c'era il "garante" Benedetto Tuci (al posto del commissariato Luca Bogi) che subito dopo l'incontro si limita a dire che «faremo un esame interno al partito». Perché a trattare direttamente con il sindaco sarà il leader regionale, Fabio Evangelisti. Sul fronte vendoliano Andrea Ghilarducci, fa sapere che «lunedì (domani, ndr) faremo un passaggio interno, forse martedì una conferenza stampa». Ghilarducci non nasconde che «abbiamo sollecitato più volte la costruzione di questo documento, avremmo preferito discuterne prima, per noi ci sono cose da aggiustare». Le prime parole che dice sono «mantenimento dei servizi pubblici...». Ma i dubbi non sono solo degli alleati.  Traffico: il Pd affonda. Il programma messo sul tavolo dal sindaco prevede di anticipare, rispetto al Piano strutturale, il disegno della mobilità di via Grande. In pratica nel documento è stato inserito l'ordine del giorno allegato alla variante della Gran Guardia e legato a Pensiamo in Grande, in cui si parla di intervenire subito per un «alleggerimento del traffico» nell'area centrale. «Non basta - affonda il segretario del Pd, Yari De Filicaia - se si vogliono salvare Atl e posti di lavoro bisogna avere chiaro il disegno del traffico, senza aspettare quello strutturale».  Rispunta la Ceschina. Dopo la variante della Gran Guardia l'amministrazione andrà a dritto sulla variante abitare sociale che riguarda Fiorentina, su quella per adeguare l'area produttiva di Vallin Buio (dove si pensa a una delocalizzazioni di attività industriali, ad esempio la Lonzi) e sul Prg portuale. Ed ecco l'altolà del Pd. «Si chiarisca - interviene De Filicaia - se la linea da seguire è quella tracciata in questi anni da Piccini o la bozza di Gallanti. In quel caso venga a presentarla in consiglio provinciale e comunale, come era stato fatto in precedenza. Perché, ad esempio, sulle aree del Porto Vecchio a servizio solo delle crociere non sono affatto d'accordo». Poi ecco la sorpresa: tra le cose da fare ricompare la variante «per valorizzare» l'area dell'ippodromo: quella che ha portato alle dimissioni dell'assessore Claudio Ritorni e che, almeno all'inizio, prevedeva la realizzazione di due edifici da 5mila metri nel parco della Ceschina. «È una variante pubblico su pubblico ed è legata al mantenimento dei posti di lavoro - dice De Filicaia - per questo va fatta». Allora le dimissioni di Ritorni...? «Non si è dimesso per questo. Posso solo ripetere quanto riferito dal sindaco al direttivo del Pd: al di là delle questioni personali, la filosofia di Ritorni sulle partecipate era diversa da quella emersa in consiglio...». È questo il vero nodo: le partecipate.

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