Gioco
Corsica Ferries chiede di sbarcare le navi in proprio In porto 100 posti a rischio
Cristiano Meoni
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LIVORNO. Il termine è criptico - autoproduzione - ma gli effetti sono facilmente comprensibili: se gli armatori saranno autorizzati a sbarcare le navi con il proprio personale, che ne sarà dei portuali che finora hanno svolto questa mansione? E parliamo non di dieci, ma di almeno cento posti di lavoro che rischiano di saltare. I lavoratori del porto ne sono perfettamente consapevoli, tanto che martedì pomeriggio saranno sotto le finestre di Palazzo Rosciano - sede dell'Autorità Portuale - a fare una bella sarabanda. Martedì pomeriggio, infatti, la commissione consultiva dell'Authority discute la richiesta di autoproduzione presentata da Forship - l'armatore di Corsica e Sardinia Ferries. Richiesta che pende da mesi e che è già stata portata due volte in commissione, senza alcun esito visto il fuoco di sbarramento alzato dal sindacato. Ma l'armatore chiede una risposta e per questo l'argomento è stato inserito all'ordine del giorno del comitato portuale convocato per giovedì: comitato che, ricordiamolo, è l'organo deliberante dell'ente. Si decide sulla richiesta di Forship, sapendo che, se venisse accolta, seguirebbero anche quelle degli altri armatori concorrenti: Moby anzitutto, ma anche Grimaldi. Ora, gli effetti di un'autoproduzione sulle navi "gialle" di Sardinia e Corsica Ferries sarebbero limitati, come ammette il sindacalista della Filt Cgil Simone Angella: in fondo il lavoro di rizzaggio e derizzaggio dei mezzi occupa meno di dieci persone (in questo caso dipendenti di Seatrag). Ma, se mettiamo nel conto pure quelli che lavorano per Moby (Ltm e Unicoop Servizi) e per Grimaldi (Sintermar), «il problema riguarda centinaia di lavoratori del porto - prosegue Angella - Senza considerare che potrebbero fare autoproduzione anche le navi di contenitori. Ma il porto mica può diventare un parcheggio per gli armatori...» Più volte gli armatori hanno cercato di buttare giù il tabù del lavoro portuale, ma sono stati respinti (qualche settimana fa ci ha provato Grimaldi, però i lavoratori di Unicoop si sono rivolti alle autorità che hanno fermato il lavoro dei marittimi). C'è da dire, però, che la legge 84/94 consente l'autoproduzione, ma in determinate condizioni: autoproduzione che è prevista, come ricordiamo a parte, anche dall'ordinanza 40 del 2001 che regolamenta i servizi e le operazioni portuali. Ragion per cui il presidente dell'Autorità Portuale Giuliano Gallanti non se l'è sentita di cassare la richiesta. Ha invece chiesto a Forship delle integrazioni (cioè di specificare uomini e mezzi con cui si intendere fare l'operazione portuale), dopodichè, se arriveranno in tempo, non potrà che prenderne atto e proporre di approvare l'autorizzazione. A decidere sarà comunque il comitato portuale, giovedì, sentito il parere (consultivo) della commissione.
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