Gioco
I magnifici sette Il team di artificieri pronto al disinnesco
Lara Loreti
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Gli artificieri nel corso del sopralluogo effettuato in viale Caprera 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Tutto pronto per il disinnesco della bomba. La Venezia è in fermento mentre si prepara al suo giorno di gloria, domenica, sospesa tra il sonnolento e l'effervescente. L'esplosione della bomba impensierisce un po' tutti. Anche se per gli esperti aritficieri è un'operazione di routine. «Ne disinneschiamo 5000 l'anno», dicono dal Genio. Gli artificieri del Genio Pontieri di Piacenza, guidati dal responsabile della missione, il capitano Fredj Formichetti, arriveranno in città sabato sera, per poi cominciare l'operazione alle 6 di domenica. La bomba americana con cui avranno a che fare, una AN-M65, mille libbre di peso per 1 metro e 70 di lunghezza, sarà disinnescata dalle 10, se non ci saranno intoppi nelle fasi di evacuazione. Da Piacenza arriveranno sette artificieri: il capitano, un addetto alle relazioni pubbliche ed il team in senso stretto, formato da cinque super-esperti. Ad operare nella fase calda del disinnesco (quando saranno tolte le spolette) saranno i cinque militari, che utilizzeranno una serie di attrezzature ad hoc. Per poter lavorare nella massima sicurezza, gli artificieri indosseranno le speciali tute antiesplosione. Quindi si sistemeranno, secondo una tecnica ampiamente rodata, a una certa distanza dalla bomba. E poi comincerà la vera e propria fase di dispolettamento, telecomandata, ma senza robottino. Il tutto dovrebbe cominciare alle 10. «Si tratta di un ordigno ad alto esplosivo di demolizione - spiega il capitano Formichetti - quindi ad alto potenziale. Ci prendiamo un tempo massimo di 90 minuti per disinnescarlo». Un'operazione molto rischiosa, come sottolinea il responsabile della missione "livornese" del Genio Pontieri. Il momento del dispolettamento non può essere ripreso e nessuno può assistere sia per motivi di sicurezza sia per la riservatezza del lavoro degli artificieri. Ma come mai la bomba è rimasta inesplosa? «In questi casi vuol dire che qualcosa non ha funzionato - spiega semplificando il capitano Formichetti - È come un orologio il cui meccanismo si è bloccato: può bastare poco per rimetterlo in funzione». Quando in viale Caprera sarà tutto finito, bomba e spoletta saranno caricate su camion e portate nella cava a Lajatico. La bomba sarà messa in una buca di dieci metri, ricoperta di terra e poi fatta esplodere con una miccia lanciata a distanza. Quindi il botto finale.
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