Il Tirreno

Livorno

I dieci punti che dividono

Alessandro Guarducci
Una veduta dell’ inceneritore dell’Aamps al Picchianti
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Una veduta dell’ inceneritore dell’Aamps al Picchianti

Percorso a ostacoli della coalizione in cerca di unità

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 LIVORNO. Tutti sono d'accordo almeno su un fatto: la crisi di giunta va chiusa al più presto. Poi, qualunque sia la composizione della giunta, Cosimi e la sua squadra dovranno mettersi al lavoro: li aspetta un compito non da poco, che noi abbiamo provato a riassumere in dieci punti. 1) PIANO STRUTTURALE. E' la priorità assoluta di Cosimi, visto che aveva annunciato il piano addirittura alla fine del 2006. La giunta, appena scongelata (lunedì scorso), ha deliberato lo stanziamento di 1.5340.000 euro per l'affidamento dell'incarico "di redazione della revisione generale del piano strutturale e del regolamento urbanistico" e a breve dovrebbe approvare il disciplinare di gara di cui è già pronta una bozza quasi definitiva. L'obiettivo è quello di incaricare il progettista entro la fine dell'anno, nel tentativo di arrivare all'approvazione definitiva prima della fine del mandato. Ci sarà da correre... Il cuore dell'operazione sarà il lavoro: non a caso, nelle linee guida del nuovo piano strutturale, il sindaco ha messo al primo posto lo stop all'espansione edilizia per quanto riguarda il residenziale, mentre dovrà essere favorito l'insediamento di attività produttive "compatibili con l'ambiente". 2) NUOVO OSPEDALE. Continuano a circolare con insistenze le voci che danno Monica Calamai con le valigie pronte (destinazione Siena?) ma la direttrice dell'Asl smentisce e, intanto, ha dato il via libera al bando di gara per l'affidamento dei lavori del nuovo presidio sanitario: la procedura sarà lunga e complessa, visto che si tratta di una gara internazionale, ma la Calamai si è detta convinta che nel 2018 Livorno avrà il suo nuovo ospedale nella zona di Montenero basso-Villa Serena. Intanto la Regione Toscana ha inserito nei finanziamenti delle infrastrutture sanitarie i 20 milioni di euro destinati all'ampliamento dello svincolo di Montenero per il collegamento tra il futuro ospedale e la Variante Aurelia. Asl e Comune aspettano ora la delibera di erogazione della somma. 3) INFRASTRUTTURE. Nessuno dirà che Livorno ha rinunciato al Lotto Zero, men che mai Cosimi. Ma la realtà è questa, anche se nell'accordo tra Stato e Regione sull'Autostrada Tirrenica, è previsto il contestuale finanziamento del collegamento Maroccone-Chioma. Intanto il Comune (d'intesa con la Provincia) ha già sollecitato la Regione a formalizzare una richiesta di incontro con la Sat: sul piatto ci sono 55-60 milioni di euro, a titolo di compensazioni, che il sindaco pensa di utilizzare prevalentemente per l'abbattimento del cavalcaferrovia della stazione e la realizzazione di un sottopasso: così lascerebbe un segno tangibile del suo operato. I soldi restanti, verrebbero utilizzati per ampliare la Variante Aurelia nel tratto Stagno-Livorno sud. 4) RIFIUTI. La terza linea dell'inceneritore al Picchianti resta uno dei progetti fortemente osteggiati all'interno stesso della maggioranza mentre da tempo industriali e amministrazioni locali toscane aspettano di vederla entrare in funzione. Analogo il discorso per la discarica del Limoncino: qui lo scontro tra alleati vede confini ancor più frastagliati: le divisioni sono forti all'interno stesso dei singoli gruppi consiliari e dei partiti. 5) PORTO E LAVORO. Per quanto riguarda le aree industriali vi rimandiamo alla voce nuovo piano strutturale. Ma anche il futuro assetto delle banchine sarà ridisegnato dal nuovo Prg portuale. E poi c'è la nautica da diporto, con il popolo delle barchette in cerca di un posto in vista dello "sfratto" dal Mediceo dove Azimut Benetti costruirà il porto turistico: nelle previsioni urbanistiche il Comune dovrà prevedere uno, o meglio due, nuovi porticcioli. E poi, rimanendo sul mare, ci sarà da risolvere la difficile con vivenza tra il settore delle riparazioni navali e il nuovo quartiere della Porta a mare. Insomma, il lavoro non manca. Sul fronte dell'occupazione, resta vivo l'obiettivo di puntare sull'alleanza con l'università e le imprese innovative per provare a creare lavoro di qualità (e magari radicare quel che c'è in fatto di fabbriche, quasi tutte in mano a multinazionali). Intanto la tormentata vicenda ex Delphi/De Tomaso sembra volgere al meglio: i lavoratori hanno già iniziati i corsi di aggiornamento professionale. Per Cosimi, questa, è una scommessa (quasi) vinta. 6) SERVIZI E TASSE. Il Comune si è sempre vanto del proprio standard di spesa sociale. E di fronte ai tagli del governo ha scelto di ridurre molte cose pur di salvare scuole e sociale (la manovra di riequilibrio di bilancio approvata lunedì dalla giunta è eloquente). Ma a partire dal prossimo anno, il governo cancellerà dalle casse municipali 21 milioni di euro. Un "disastro epocale", come l'ha definito l'assessore al bilancio Valter Nebbiai. «La fine dell'autonomia dei Comuni», ha ribadito il sindaco. Che comunque non vuole aumentare la pressione tributaria. Allora, come riuscirà Alessandro Cosimi a far quadrare i conti? L'ipotesi è di mettere mano alla vendita del patrimonio. Ma potrebbe non bastare e allora, per garantire il sostegno alla cultura (vedi Goldoni, Mascagni, etc.) il sindaco potrebbe istituire una sorta di tassa di scopo aumentano di un punto l'addizionale Irpef che a Livorno è ferma da sette anni allo 0,4 per mille. 7) SOS DAL CENTRO. Nel programma elettorale del sindaco, la riqualificazione del centro era uno degli obiettivi principali. Al momento, però, non si è visto granchè. E nell'ultima delibera di giunta è stato rinviato al 2012, causa tagli del governo, anche l'ambizioso progetto di "Pensiamo in Grande". Tutto fermo, dunque? Non proprio. Nell'ultima seduta del consiglio comunale, a fine luglio, il sindaco ha preso precisi impegni in occasione del voto sulla variante della Gran Guardia e le scadenze per rispettarli sono molto vicine. Forse troppo... Nell'ordine del giorno è previsto che per la fine di settembre, la giunta dovrà presentare alla competente commissione consiliare il progetto di riqualificazione di piazza Grande, con la conseguente modifica del sistema della viabilità e della sosta in «previsione del progressivo alleggerimento del traffico veicolare privato lungo l'asse di via Grande». Entro la fine dell'anno, la giunta dovrà inoltre presentare al consiglio il progetto per la riqualificazione delle aree mercatali d piazza Cavallotti e via Buontalenti. Sempre entro la fine dell'anno l'amministrazione dovrà redigere «un nuovo regolamento per le occupazioni del suolo pubblico, procedendo se del caso a un piano di comparto», finalizzato a migliorare l'offerta commerciale sotto i portici della via Grande. Con la stessa scadenza, la giunta si è presa l'impegno a «programmare e attuare gli interventi di manutenzione edilizia del tratto dei portici i cui oneri sono a carico dell'amministrazione e ad ultimare la fase di confronto con i proprietari dei portici della via Grande». Un compito davvero arduo per il sindaco e la giunta. 8) EX MUNICIPALIZZATE. Le redini le aveva in mano Claudio Ritorni, e ora questo importante delega è in attesa di un nuovo assessore: in molti ci puntano, ma ancora non è chiaro se sarà affidata a un nuovo entrato o verrà invece distribuita tra le attribuzioni dell'attuale giunta. Al di là del toto-assessore, il il problema vero è il rapporto fra il Comune e le aziende di servizi pubblici locali: bilanci poco brillanti (tranne quest'anno l'Asa), bollette record sia per la Tia (rifiuti) che per l'acqua, servizi tagliati (bus). In più c'è l'Idv che, dopo l'esito del referendum, preme per l'avvio di un percorso di ripubblicizzazione delle aziende. Una poszione apprezzata a sinistra, anche fuori dalla maggioranza. Il Pd, che pure non è contrario, chiede però con quali soldi può essere compiuta l'operazione. E sempre a proposito di aziende: l'Atl aspetta ancora il nuovo deposito in via del Levante, la vendita della sede di Aamps è ancora in ballo. 9) ANCORA VARIANTI. Dopo quella approvata per la Gran Guardia è spuntata quella del parco della Ceschina. Le dimissioni di Ritorni non hanno fatto sparire dal tavolo l'ipotesi di far decollare il bando per la gestione dell'ippodromo rendendolo più appetibile con il valore aggiunto della possibilità di realizzarvi una beauty farm. Da un lato, c'è il rischio che il bando vada deserto e l'ippodromo gravi sulle spalle del Comune. Dall'altro, c'è l'impatto politico che avrebbe l'ennesima variante urbanistica alla vigilia del via al nuovo Prg: i vertici del Pd sembrano favorevoli all'operazione, ma poi sarà da portare in consiglio anche una variante per la Porta a mare. Un po' troppe? 10) TRAFFICO CAOS. La viabilità cittadina aspetta da almeno due decenni un piano organico (basti pensare che nonostante la nascita di nuovi quartieri, la mappa delle linee dei bus non è stata aggiornata). Finora si è andati avanti a stralci e anche Cosimi ha fatto lo stesso: è stato costruito il parcheggio Odeon ma non c'è ancora un progetto definitivo per la riapertura di piazza Cavour, tanto per fare un esempio.

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