La protesta
«Senza Province non si risparmia»
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Kutufà e Di Bonito Kutufà critico: «Il governo fa solo demagogia»
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LIVORNO. «Il Governo, incapace di fronteggiare la pesante crisi economica e di credibilità internazionale conseguente alla sua inazione, ha approvato frettolosamente un disegno di legge costituzionale di soppressione delle Province». Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà reagisce duramente alla decisione del governo di abolire le province. «Un facile bersaglio da offrire ad un'opinione pubblica disorientata e preoccupata. Il governo ha teso ad assecondare spinte demagogiche di antipolitica. Occorre un revisione seria degli apparati pubblici complessivi, dai rami alti, Parlamento, a quelli inferiori, senza scorciatoie o semplificazioni. La stessa previsione che pone alle Regioni la responsabilità del ridisegno degli assetti istituzionali locali tratteggia un Paese sempre più a macchia di leopardo ed un'architettura funzionale assolutamente disomogenea» dice Kutufà. «Tutto questo non porterà ad un risparmio di spesa pubblica, ma una lunga e confusa fase di transizione e, nel frattempo, uno scadimento dei servizi offerti ai cittadini». Identica la reazione del presidente del consiglio provinciale, Fabio Di Bonito: «Il Paese sentiva forte il bisogno di risparmiare i 114 milioni di euro che rappresentano il costo politico delle Province. I cittadini italiani, infatti, sono contenti che i Parlamentari continuino ad essere un migliaio, seguitando a godere di scandalosi benefit e a mettersi in tasca i loro lauti stipendi. Anch'io sono felice di continuare a pagare nuove tasse per mantenere le migliaia di enti di secondo e terzo livello che servono a dare prebende a chi è rimasto fuori dai palazzi della politica. Suvvia un po' di serietà. Il problema dei costi della politica non sono unicamente le Province, ma un'architettura istituzionale elefantiaca e costosa».
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