Il Tirreno

Livorno

Funzionario della Dogana arrestato per concussione

Lara Loreti
Funzionario della Dogana arrestato per concussione

In manette è finito Fabrizio Pescini, funzionario dell'ufficio Finanze delle Dogane. 59 anni livornese: secondo l'accusa ha chiesto 2000 euro a una grossa ditta di impianti fotovoltaici che a maggio ha messo due nuovi impianti a Suvereto per regolarizzare la sua posizione

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Per mesi ha rallentato l'iter di autorizzazione di un impianto fotovoltaico, poi ha chiesto 2 mila euro all'imprenditore per l'ok definitivo. Per questo ieri pomeriggio un funzionario dell'Agenzia delle Dogane di Livorno è stato arrestato: aveva appena ricevuto la busta con il denaro dopo l'incontro con un tecnico della ditta.

In carcere è finito Fabrizio Pescini, 59 anni, responsabile dell'ufficio tecnico di finanza delle Dogane. La vicenda è iniziata nella primavera scorsa, quando una ditta di Bolzano ha realizzato due impianti fotovoltaici a Suvereto. L'impresa ha inoltrato le richieste di autorizzazione all'Agenzia delle Dogane, ma il responsabile che avrebbe dovuto effettuare le verifiche dell'impianto ha fatto passare le settimane senza motivi particolari. Così nel frattempo la ditta ha immesso in rete energia elettrica per 95 mila euro.

Al momento della verifica (avvenuta ad agosto) il funzionario ha spiegato che si trattava non di un sito 'a produzione totale' (con l'intera energia elettrica immessa alla rete nazionale) bensì un' 'officina', che nel gergo del settore del fotovoltaico significa un ibrido che oltre a vendere l'energia a Enel, ne produce anche per fini privati. Il responsabile delle Dogane ha aggiunto che il suo ok ('prezzolatò) avrebbe permesso all'impresa di guadagnare i 95 mila euro, oltre a non pagare nessuna sanzione amministrativa, come prevede la legge.

I rappresentanti della ditta si sono rivolti subito ai carabinieri. In un primo incontro a Suvereto il funzionario ha chiesto 2 mila euro, ma il tecnico della ditta ha detto di poter dare in quel momento solo 750 euro così il presunto concussore ha fissato un altro appuntamento al 7 settembre. Ieri, così, alla stazione di Livorno i due si sono ritrovati e il funzionario ha ricevuto i 2 mila euro. Dopo qualche passo è stato bloccato dai carabinieri: «I soldi? Li ho trovati per terra» ha provato a giustificarsi. Tutti i dialoghi durante gli incontri sono stati registrati. Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Livorno proseguono per accertare eventuali altri casi analoghi non ancora denunciati.

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