Finanza
I ragazzi tra scippi e coca
Così in cinque hanno messo sotto scacco la città
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LIVORNO. Hanno messo a segno più di venti colpi in un anno: soprattutto scippi a bordo di Scarabeo rubati, ma anche furti e rapine. Per mesi si sono fatti grandi agli occhi degli amici - giovanissimi - raccontando tutto su Facebook o portando i qualche "trofeo" al moletto Nazario Sauro. Sono andati (il primo colpo è dell' 8 settembre del 2010) finché martedì la Squadra Mobile, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura, ha fermato il "gioco". In manette, dopo una serie di perquisizioni, sono finiti quattro ragazzi, tutti livornesi: Micael Del Vivo (21 anni, residente in via dei Sette Santi), Marco Lucchesi (appena maggiorenne, residente in via Pietri), Andrea Morelli (36 anni, via del Porticciolo), Daniele D'Amato (20 anni, incensurato, ai domiciliari in via dell'Origine). In arresto anche Franco Biagioni (27 anni, originario di Scafati), che è stato trovato con 4,1 grammi di hashish e 16,8 di cocaina. Secondo gli inquirenti non solo riforniva di droga i ragazzi, ma "piazzava" la merce rubata. Lucchesi e Del Vivo sarebbero stati lo «zoccolo duro» del gruppo, mentre Morelli (già arrestato qualche anno fa per le ribattezzate rapine del sabato sera) un «cane sciolto». Eccola la "banda" che per mesi ha fatto parlare di sé: scippi soprattutto a ciclisti e anziani, che in qualche caso sono finiti con gravi lesioni in ospedale. Furti di Scarabeo, rapine, case di amici svaligiate. Tra brividi e coca. Le prove - come riferiscono il procuratore della Repubblica, Francesco De Leo, e il capo della Mobile, Marco Staffa - sono «schiaccianti» per almeno una ventina di episodi. Sulle scrivanie degli inquirenti ci sono le testimonianze delle vittime, ma non solo. Come racconta Staffa, uno degli scippatori ha descritto le «avventure» su Facebook, vantandosene con gli amici. Tanto che la polizia postale sta passando al setaccio le pagine web per capire se ci sono altri complici. «Stiamo parlando - interviene De Leo - di una vera e propria scuola di scippo: questi ragazzi facevano attività di educazione sugli amici minorenni. È anche per questo che abbiamo intensificato le indagini, scattate a marzo». «I protagonisti - gli fa eco Staffa - sono ragazzi disadattati, spesso dipendenti dalla cocaina, ma non di famiglie povere...». Ragazzi che vanno a ballare a Torre del Lago, scherzano su Fb, passano le serate al moletto. Ma, vale quasi per tutti, «non lavorano, non studiano, vanno in giro...». Gli investigatori parlano di «spiccato senso di criminalità, arroganza, nessuna remora», ma anche «ingenuità, incoscienza». Perché dopo avere rubato lo Scarabeo di turno per l'ennesimo scippo (da qui il nome di "operazione Scarabeo"), parcheggiavano il mezzo sotto casa. Al moletto Nazario Sauro, dove si facevano vedere spesso, in tanti sapevano delle "bravate": mostrare l'iphone rubato era diventato quasi un vanto. In qualche caso i ragazzi hanno portato i gioielli trafugati ai Compro Oro sparsi in città: i negozianti hanno l'obbligo di registrare il nome dei venditori, così ecco l'ennesima prova (e ingenuità). J.G.
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