Sicurezza
Contestato il sindaco
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Un contestatore inveisce contro Cosimi sotto il palco Cori da stadio e fischi al comizio davanti al Comune
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LIVORNO. Il coro parte fragoroso: «Cosimi vattene, vattene aff...». Parte da un angolo della piazza, una cinquantina di persone con magliette e bandiere rosse. Ci sono quelli di Sinistra Critica, certo, ma anche i metalmeccanici. C'è pure qualche pensionato. Ed è un coro insistito, prolungato. Lui, il sindaco, invitato sul palco del comizio dalla Cgil per un intervento sulla Finanziaria, non può iniziare a parlare. Poi abbozza: «Ma io sono disponibile, sono disponibile immediatamente». E così lo prendono in parola: «E allora vacci in quel posto!» La contestazione al sindaco Cosimi parte dall'ala dura del corteo e si propaga ad altri settori della piazza. In altri momenti gli applausi avrebbero zittito i fischi, come quando lo stadio zittisce la curva per certi cori. Oggi no. Gli applausi sono timidi e non riescono a far cambiare il segno alla manifestazione. Quando un sindaco viene contestato a una manifestazione contro il governo bisogna porsi una domanda. E la risposta non può che essere una: agli occhi dei contestatori, Cosimi non è il sindaco che apre le porte del Comune ai licenziati, e neppure il presidente dell'Anci regionale che si batte per cambiare la Finanziaria. E' semplicemente un rappresentante della Casta. La Casta che non fa i sacrifici e vuole farli fare ai lavoratori. «Siete pagati», «ridicoli», «buffoni», questo e altro urlano gli "indignados" livornesi. Un signore con i capelli grigi si porta sotto il palco e inveisce contro Cosimi. E' molto agitato e i compagni della Cgil lo bloccano e lo portano via. Dall'ala dura della piazza continuano ad arrivare fischi, sfottò. Cosimi prova a riportare la calma: «Voglio ricordarvi che quando i lavoratori sono venuti in Comune, hanno sempre trovato risposte» prova a replicare in mezzo ai fischi. «Se ci si divide davanti a una manovra come questa saranno i più poveri a farne le spese. Perchè da domani, quando sarà approvata, quei lavoratori metalmeccanici che sono venuti in Comune tante volte - della Trw, del Cantiere, della Delphi - e che hanno trovato qualcuno che gli rispondeva, saranno soli». Poi il sindaco si avvia rapidamente a concludere, i fischi scemano e gli applausi salgono. Il suo è uno degli interventi più veloci che si ricordino. Scende dal palco paonazzo, provato. Per lui è stato un martedì nero, di sofferenza e di profonda amarezza. C.M.
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