Il Tirreno

Livorno

«Nessun licenziamento e cassa in deroga»

A sinistra Alfredo Fontana presidente Atl e sopra alcuni bus dell’azienda alla stazione
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A sinistra Alfredo Fontana presidente Atl e sopra alcuni bus dell’azienda alla stazione

Atl risponde alle critiche della Federazione della Sinistra che accusa di inadeguatezza i vertici dell'azienda

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 LIVORNO. Mentre l'Atl, che ha dichiarato lo stato di crisi, ribadisce che l'azienda non vuol licenziare nessun dipendente, la Federazione della Sinistra intervine sull'argomento, chiedendosi quale sia il futuro dell'azienda di trasporto.  Ne critica i vertici sulle mancate strategie per migliorare il servizio e di conseguenza i conti dell'azienda. La direzione Atl conferma quanto precisato dal presidente Alfredo Fontana, ovvero che «non disporrà alcun licenziamento e che si è attivato le procedure di mobilità per avere diritto alla cassa integrazione in deroga dalla Regione». L'Atl ricorda che in questo senso ha avuto in questi ultimi mesi diversi incontri con i sindacati per cercare un accordo che consentisse di evitare di chiedere lo stato di crisi, ma di andare in Regione con una procedura condivisa per ottenere la cassa che, invece, non è stato possibile ottenere dalle diverse sigle sindacali. «Quindi, non potendo rinunciare a questa risorsa - spiega la direzione - Atl ha dovuto avviare le procedure ai sensi della legge 323».  Atl spiega poi come utilizzerà la cassa integrazione, ovvero «nei confronti di coloro che hanno i requisiti per la pensione con oltre 40 anni di anzianità», poi «per coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione ma che il meccanismo delle finestre possono accedere alla pensione tra alcuni mesi. Per questi lavoratori - aggiunge Atl integreremmo la cassa fino all'importo che percepirebbero stando al lavoro». Poi andrà in cassa chi lo vuol fare volontariamente per motivi personali e infine «come ipotesi più remota» sarà disposta a rotazione tra tutto il personale. Dopo aver ribadito che in questo modo si pensa di risolvere senza traumi il problema degli esuberi dopo i tagli ai servizi, Atl si dice disponibile ad un confronto immediato con i sindacati.  Dura invece la presa di posizione della Federazione della Sinistra, che inserisce «la decisione Atl di dichiarare lo stato di crisi» in «un lungo elenco di notizie negative» accusando di «inadeguatezza» i vertici aziendali. Così si elencano la gestione dei tagli alle linee «che ha provocato enormi danni agli utenti, la perdita della gara per i parcheggi, la perdita della causa per l'orario di lavoro, il continuo peggioramento del clima interno all'azienda». Quindi «per quanto il presidente Fontana difenda il suo operato, cercando di ridimensionare il valore e la portata di queste vicende, siamo convinti che tutto questo mostri un deficit di guida dell'azienda e la necessità di scelte politiche da parte dell'amministrazione comunale per dare un nuovo respiro ad Atl».  Si chiede così di «riprogettare il servizio pubblico attraverso i un piano del traffico con una rete di corsie preferenziali adeguate e una completa revisione delle linee per ridurre i tempi di viaggio periferie-centro per disincentivare l'uso dell'auto privata. Se l'amministrazione non si pone in quest'ottica rischiamo che il servizio pubblico livornese, da un lato, resti vittima dei tagli da Roma e, dall'altro, non riesca areggere il confronto con le altre aziende toscane con cui dovrà confrontarsi vista la scelta di andare verso una gara unica».

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