Sicurezza
In cattedra, ma a 65 anni
Ludovica Monarca
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Alessandro Braccini 65 anni mostra il contratto di professore professore ordinario che ha appena ricevuto Una vita da precario e ora arriva il contratto da professore ordinario
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LIVORNO. Si dice spesso: "La vita ti sorprende quando meno te lo aspetti". Una sorta di mantra che si ripete per continuare a sperare, ad essere ottimisti in momenti negativi. Si dice, si ripete, ma funziona davvero? Alessandro Braccini, livornese di scoglio come ama definirsi, può dire di sì. A 65 anni compiuti e dopo 22 anni di precariato con richiesta di pensionamento già avviata, ha ricevuto il contratto da professore ordinario che aspettava da tempo. «Aprendo quella busta penso d'aver provato la stessa gioia e la stessa emozione di chi vince alla lotteria, ma forse qualcosa in più visto che quel contratto per me rappresenta anche una grande soddisfazione personale. Vuol dire che ce l'ho fatta», racconta Braccini con in mano il contratto che lui chiama scherzosamente "il mio tesoro". La sua è una storia davvero sui generis, fatta di passione e sacrifici, ma anche di grande ostinazione. Nato il 22 gennaio 1946, Alessandro Braccini si diploma con ottimi voti all'istituto nautico di Livorno. Finita la scuola gli piacerebbe navigare, ma sua madre è rimasta vedova, non se la sente di lasciarla sola e decide di iscriversi alla facoltà di fisica a Pisa. «Quando mi sono laureato - racconta Braccini - avrei voluro dedicarmi da subito all'insegnamento, ma avevo bisogno di un lavoro che mi permettesse di stare vicino a mia madre,allora molto malata, e quindi ho lavorato per anni come riparatore di macchine fotografiche. Prima in aziende, poi mi sono messo in proprio lavorando da casa». Passano gli anni, Braccini è felice, riparare le macchine fotografiche lo diverte, ma la passione per l'insegnamento proprio non riesce a dimenticarla. «Spiegare le cose, aiutare i ragazzi,essere paziente, mi è sempre venuto naturale - spiega Braccini - Anche quando ero al liceo aiutavo chi rimaneva indietro, davo ripetizioni a tanti miei compagni. Lì ho capito quale sarebbe stata la mia strada». Dopo la morte della madre, Braccini decide di provare a inseguire il suo sogno e,nel 1989, ottiene il suo primo incarico da supplente di elettronica all'Iti di Livorno. Di quel giorno si ricorda tutto: l'emozione, la paura di sbagliare, la timidezza, ma anche la consapevolezza di essere finalmente nel posto giusto. «Il caso ha voluto che in sala professori quel giorno incontrassi un mio vecchio cliente di quando riparavo le macchine fotografiche. Mi ha visto un po' impaurito e mi ha accompagnato in classe: una quinta che poi a fine anno portai all'esame di stato. Non me lo dimenticherò mai». Sono passati 22 anni da quel giorno. Bracciali ha insegnato fisica, matematica, elettronica in diverse scuole, ma nonostante avesse due abilitazioni(quella di fisica e quella di elettronica) e fosse primo in classifica nelle graduatorie, non è mai riuscito a ottenere l'assunzione a tempo indeterminato. «A 65 anni avevo perso le speranze. Nonostante fossi primo in classifica da anni, avendo raggiunto il limite di età, sono stato cancellato dalle graduatorie e così ho fatto la richiesta di pensionamento - racconta- Sapevo che la mia pensione non sarebbe stata alta, ma quando ho scoperto che non l'avrei mai ricevuta almeno fino a febbraio 2012 mi sono sentito crollare il mondo addosso». Braccini si arrabbia, ma non si arrende, e decide di scrivere lettere ovunque, anche al ministro dell'istruzione Gelmini spiegando la situazione. «Tutti mi dicevano che non mi avrebbe mai risposto nessuno - spiega -ma io volevo almeno provare. Non sapevo cosa fare. Dopo anni di lavoro e sacrifici, mi sarei ritrovato con una pensione misera e chissà quando l'avrei ricevuta. Cosa avrei dovuto fare? Andare a vivere sotto un ponte?». Ed ecco che, proprio quando Braccini sembra ormai rassegnato, arriva la sopresa che mai nessuno avrebbe immaginato.E' il 28 agosto 2011, quasi due mesi dopo dalla richiesta di pensionamento, e Braccini riceve il contratto a tempo indeterminato che aveva sognato durante i lunghi anni da precario. Un'assunzione che cambia tutto: grazie al ruolo di professore ordinario che svolgerà in questi due anni Braccini avrà una pensione migliore e la soddisfazione di aver realizzato il suo sogno. «Non so cosa sia successo - racconta - Mi sento davvero un fortunato. Chi non lo vive, non sa cosa significhi passare anni da precario, nell'incertezza, nell'insicurezza. Per me quel contratto è un tesoro unico». Nonostante la felicità del momento Braccini non si dimentica del passato e vuole lanciare un messaggio a chi aspetta da tempo un contratto che permetta un minimo di stabilità: «Non mollate, andate dritti per la vostra strada e, quando raggiungerete il vostro obiettivo, non scordatevi di chi combatte per gli stessi diritti». Le sue non sono solo belle parole, «ho rinunciato a 4 ore del mio contratto - spiega -L'ho fatto perchè così ho lasciato a chi sta cercando una sostituzione la possibilità di lavorare e di salire in classifica». Sorride Braccini, si definisce quasi un miracolato, e quando parla non smette mai di toccare "il suo tesoro", il contratto. «L'ultimo giorno di scuola prima dell'estate ho fatto la strada per arrivare in classe sconsolato, pensavo che sarebbe stata l'ultima volta. Ancora non posso credere che non sarà così. Ho 65 anni, ma non importa. Ce l'ho fatta».
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