Gioco
Scassinava un circolo Arci I carabinieri arrestano un pregiudicato
Un inquilino di uno stabile di via S. Jacopo ha sentito dei rumori provenire dal vicino circolo ARCI, al momento chiuso e ha dato l'allarme facendo catturare il ladro
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È stato arrestato dai carabinieri in piena notte un pluripregiudicato livornese all’interno del circolo ARCI, dove stava tentando di aprire una macchinetta cambiasoldi. Attorno alle 2 della scorsa notte un inquilino di uno stabile di via S. Jacopo ha sentito dei rumori provenire dal vicino circolo ARCI, al momento chiuso.
Insospettito, ha chiamato il 112. Sul posto è stata inviata la pattuglia della Stazione di Ardenza. Dall’esterno non si notava nulla di anomalo, mentre era chiaramente avvertibile un rumore metallico, una specie di raschiamento, provenire dall’interno.
I due carabinieri, non sapendo quante persone vi fossero nei locali, si sono posizionati in modo da bloccare eventuali malintenzionati in fuga, mentre sul posto è stata fatta convergere anche l’autoradio del nucleo radiomobile. A questo punto i militari sono entrati dal retro, dove erano evidenti i segni della forzatura di una porta.
Seguendo il rumore, i carabinieri hanno scorto nell’oscurità un uomo, che, carponi e non senza sforzo, trascinava una macchina cambiasoldi. L’emulo di Sisifo era una vecchia conoscenza, G.B., un 40enne livornese pluripregiudicato per reati contro il patrimonio.
Alla vista delle divise ha abbozzato un tentativo di fuga, ovviamente frustrato sul nascere. Il sopralluogo ha pèopi consentito di ricostruire la dinamica del fatto e la tecnica, rozza ma efficace, adottata dal malvivente. L’uomo era passato dal retro dell’esercizio, dove aveva forzato due porte; una volta all’interno aveva tranciato i cavi del sistema di allarme e disattivato la sirena.
Poi era passato nel locale dove era la macchina cambiasoldi e, sfondata una porta, stava trascinando la macchina in un’altra stanza, evidentemente per lavorarci con maggiore comodità, quando è stato sorpreso dai militari. Arrestato per tentato furto, è stato portato alle Sughere. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti, non potendosi escludere il coinvolgimento in altri analoghi episodi, verificatisi in questi ultimi giorni in città ai danni di bar e scuole.
Insospettito, ha chiamato il 112. Sul posto è stata inviata la pattuglia della Stazione di Ardenza. Dall’esterno non si notava nulla di anomalo, mentre era chiaramente avvertibile un rumore metallico, una specie di raschiamento, provenire dall’interno.
I due carabinieri, non sapendo quante persone vi fossero nei locali, si sono posizionati in modo da bloccare eventuali malintenzionati in fuga, mentre sul posto è stata fatta convergere anche l’autoradio del nucleo radiomobile. A questo punto i militari sono entrati dal retro, dove erano evidenti i segni della forzatura di una porta.
Seguendo il rumore, i carabinieri hanno scorto nell’oscurità un uomo, che, carponi e non senza sforzo, trascinava una macchina cambiasoldi. L’emulo di Sisifo era una vecchia conoscenza, G.B., un 40enne livornese pluripregiudicato per reati contro il patrimonio.
Alla vista delle divise ha abbozzato un tentativo di fuga, ovviamente frustrato sul nascere. Il sopralluogo ha pèopi consentito di ricostruire la dinamica del fatto e la tecnica, rozza ma efficace, adottata dal malvivente. L’uomo era passato dal retro dell’esercizio, dove aveva forzato due porte; una volta all’interno aveva tranciato i cavi del sistema di allarme e disattivato la sirena.
Poi era passato nel locale dove era la macchina cambiasoldi e, sfondata una porta, stava trascinando la macchina in un’altra stanza, evidentemente per lavorarci con maggiore comodità, quando è stato sorpreso dai militari. Arrestato per tentato furto, è stato portato alle Sughere. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti, non potendosi escludere il coinvolgimento in altri analoghi episodi, verificatisi in questi ultimi giorni in città ai danni di bar e scuole.
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