Allo sport Cosimi vuole Protti
Juna Goti
Il sindaco ha deciso di tenere l'urbanistica per sé, a Nebbiai la delega delle partecipate. Il bomber però aveva già fatto capire di non avere alcuna intenzione di entrare nella squadra di governo
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LIVORNO. Il sindaco pensa all'ex capitano amaranto, Igor Protti, come nuovo assessore allo sport. È questo, infatti, l'unico nome che Alessandro Cosimi ha fatto ai vertici del suo partito da quando ha ricevuto e accettato le dimissioni di Claudio Ritorni (che aveva sia la delega allo sport che quella alle partecipate).
Già dopo l'addio alla giunta da parte di Attilio D'Alesio (ex direttore del Caprilli e assessore prima di Ritorni) era saltato fuori il nome del bomber, che però aveva fatto capire di non avere alcuna intenzione di entrare nella squadra di governo.
Protti è sportivo e uomo amato in città. Uno di quelli che, come si dice, lasciano il segno. Così il sindaco deve avere pensato di chiamarlo in soccorso in questo momento di difficoltà per l'amministrazione. La conferma arriva direttamente dall'ex numero uno del Livorno calcio, che raggiunto al telefono in serata ha detto: «Non gli ho ancora risposto, sono a Rimini dalla mia famiglia, tornerò a metà della prossima settimana. E poi la mia risposta, in ogni caso, vorrei comunicarla prima ad Alessandro...».
Il sindaco ci spera. Ieri, prima della direzione comunale che si è tenuta in circoscrizione 1, ha riferito ai vertici del suo partito che «sì, glielo ho chiesto, c'è una mezza disponibilità, aspettiamo...». Ma se Protti dicesse no? Lo sport potrebbe andare al capogruppo del Pd, Massimo Gulì.
Intanto la segreteria guidata da Yari De Filicaia ha votato un documento che:
1) analizza le ricadute sul territorio della manovra varata dal governo;
2) sottolinea che i dieci punti chiave dell'azione politica e amministrativa livornese per i prossimi mesi dovranno essere discussi dalla città, quindi sindaco, consiglio comunale, forze di maggioranza;
3) chiarisce che il partito non vuole entrare nel merito delle dimissioni di Ritorni, ma «in un rapporto di collaborazione con il sindaco, mette in campo le risorse a disposizione».
Proviamo a tradurre. Quanto ai dieci punti «da cui ripartire» annunciati dal sindaco, saranno portati mercoledì mattina sul tavolo dei capigruppo. Per le «risorse» e le forze presenti in giunta, il quadro sembra invece essersi quasi ricomposto. Quasi, perché dalla variante della Ceschina in poi i colpi di scena sono stati parecchi. E le soprese, i dietrofront, gli aggiustamenti sono sempre dietro l'angolo.
L'ipotesi più accreditata è che la delega alle società partecipate vada all'assessore Valter Nebbiai, che, tra le altre cose, si occupa già del bilancio, della valorizzazione del patrimonio e delle opere pubbliche. E l'urbanistica? Il sindaco potrebbe decidere di tenerla per sé, togliendola all'assessore al turismo e commercio, Paola Bernardo.
Anche se nel partito c'è chi chiede di restituirla a Bruno Picchi. Quella all'urbanistica è una delega chiave, senza contare che la Bernardo lavora da mesi al nuovo piano strutturale. Le dimissioni di Ritorni hanno messo in luce che proprio sul piano ci sono parecchie frizioni. In giunta e nel partito. Cosa farebbe la Bernardo se dovesse vedersi togliere la delega? Resterebbe in squadra?
C'è un altro punto da chiarire. In forse (come riportiamo nell'articolo in basso) c'è anche la permanenza del vicesindaco con delega all'ambiente, Cristiano Toncelli. Se lasciasse l'incarico, il sostituto potrebbe ereditare l'ambiente, ma non la nomina di vicesindaco, che il Pd vuole per sé. Potrebbe essere un "contentino" per la Bernardo?
Già dopo l'addio alla giunta da parte di Attilio D'Alesio (ex direttore del Caprilli e assessore prima di Ritorni) era saltato fuori il nome del bomber, che però aveva fatto capire di non avere alcuna intenzione di entrare nella squadra di governo.
Protti è sportivo e uomo amato in città. Uno di quelli che, come si dice, lasciano il segno. Così il sindaco deve avere pensato di chiamarlo in soccorso in questo momento di difficoltà per l'amministrazione. La conferma arriva direttamente dall'ex numero uno del Livorno calcio, che raggiunto al telefono in serata ha detto: «Non gli ho ancora risposto, sono a Rimini dalla mia famiglia, tornerò a metà della prossima settimana. E poi la mia risposta, in ogni caso, vorrei comunicarla prima ad Alessandro...».
Il sindaco ci spera. Ieri, prima della direzione comunale che si è tenuta in circoscrizione 1, ha riferito ai vertici del suo partito che «sì, glielo ho chiesto, c'è una mezza disponibilità, aspettiamo...». Ma se Protti dicesse no? Lo sport potrebbe andare al capogruppo del Pd, Massimo Gulì.
Intanto la segreteria guidata da Yari De Filicaia ha votato un documento che:
1) analizza le ricadute sul territorio della manovra varata dal governo;
2) sottolinea che i dieci punti chiave dell'azione politica e amministrativa livornese per i prossimi mesi dovranno essere discussi dalla città, quindi sindaco, consiglio comunale, forze di maggioranza;
3) chiarisce che il partito non vuole entrare nel merito delle dimissioni di Ritorni, ma «in un rapporto di collaborazione con il sindaco, mette in campo le risorse a disposizione».
Proviamo a tradurre. Quanto ai dieci punti «da cui ripartire» annunciati dal sindaco, saranno portati mercoledì mattina sul tavolo dei capigruppo. Per le «risorse» e le forze presenti in giunta, il quadro sembra invece essersi quasi ricomposto. Quasi, perché dalla variante della Ceschina in poi i colpi di scena sono stati parecchi. E le soprese, i dietrofront, gli aggiustamenti sono sempre dietro l'angolo.
L'ipotesi più accreditata è che la delega alle società partecipate vada all'assessore Valter Nebbiai, che, tra le altre cose, si occupa già del bilancio, della valorizzazione del patrimonio e delle opere pubbliche. E l'urbanistica? Il sindaco potrebbe decidere di tenerla per sé, togliendola all'assessore al turismo e commercio, Paola Bernardo.
Anche se nel partito c'è chi chiede di restituirla a Bruno Picchi. Quella all'urbanistica è una delega chiave, senza contare che la Bernardo lavora da mesi al nuovo piano strutturale. Le dimissioni di Ritorni hanno messo in luce che proprio sul piano ci sono parecchie frizioni. In giunta e nel partito. Cosa farebbe la Bernardo se dovesse vedersi togliere la delega? Resterebbe in squadra?
C'è un altro punto da chiarire. In forse (come riportiamo nell'articolo in basso) c'è anche la permanenza del vicesindaco con delega all'ambiente, Cristiano Toncelli. Se lasciasse l'incarico, il sostituto potrebbe ereditare l'ambiente, ma non la nomina di vicesindaco, che il Pd vuole per sé. Potrebbe essere un "contentino" per la Bernardo?
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