Ticket, è corsa alle esenzioni
File negli ambulatori per farsi certificare le malattie croniche
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LIVORNO. È stata pensata per far pagare un ticket più alto - in farmacia e agli sportelli della Asl - a chi può permetterselo. Spese sui farmaci diverse per fasce di reddito diverse. Intanto, però, la manovra messa in piedi dalla Regione per recuperare i soldi tagliati via dalla finanziaria alla sanità pubblica sembra avere scatenato soprattutto una corsa alle esenzioni. Basta rivolgersi ai medici di base per scoprire che da quando è entrato in vigore il nuovo sistema di calcolo del ticket (23 agosto), le richieste di esenzione sono lievitate. Lo conferma Enrico Bianchi, medico di famiglia prima che presidente del consiglio comunale. «Fino a oggi - spiega - i farmaci in fascia A erano gratuiti, un iperteso o un diabetico se ne fregavano di richiedere la documentazione per fare valere l'esenzione. Tanto più se si considera che anche le visite sopra una certa età non si pagavano». «Ora - continua - abbiamo la fila davanti alla porta: c'è la corsa a farsi rilasciare i documenti per l'esenzione. E il motivo è semplice: conviene, anche a chi ha un reddito alto». Qualche numero: lunedì, tra mezzogiorno e le 18, all'ambulatorio di Bianchi hanno bussato 78 pazienti, almeno 25 più del solito. Sono soprattutto persone diabetiche, che soffrono di colesterolo alto, epatiti croniche, ipertensione o infarti pregressi: chiedono di certificare l'esenzione «anche se non l'ho mai fatto...». Da una parte vengono presi d'assalto gli ambulatori, dall'altra i Caaf: perchè in molti, ormai, hanno capito che presentare la certificazione Isee (l'Indicatore della situazione economica equivalente) Può convenire. Anche in presenza di un reddito niente male. Considerando valori come il numero dei componenti del nucleo familiare e la presenza del mutuo sulla casa, l'imponibile delle famiglie con 100mila euro di reddito può infatti perfino dimezzarsi. Anche di questo (insieme alla possibile attivazione di una tessera per gli esenti a partire da dicembre) si parlerà al tavolo convocato per oggi a Firenze con i rappresentanti delle Asl toscane e il dirigente regionale del settore farmaceutico, Loredano Giorni. «Avevo suggerito alla sanità regionale - chiude Bianchi - di fare una lista di farmaci salvavita gratuiti per tutti, ad esempio insulina, antitumorali, farmaci per cardiopatici, immunosoppressori. Poi avremmo potuto inserire un ticket di 50 centesimi o un euro a farmaco (in ogni ricetta ce ne sono al massimo due): considerando che ogni anno in Toscana si staccano circa 32 milioni di ricette, la Regione avrebbe potuto recuperare almeno 32 milioni senza tanta confusione». Un punto su cui si sofferma anche il presidente di Federfarma Livorno e membro di Urtofar, Cesare Pellini: «C'è un grande impegno da parte di tutti, farmacisti, medici e cittadini. Ma i saldi dell'operazione, lo vediamo stando al bancone, sono bassi. Si parla di 17 milioni in tutta la Regione...». Niente in confronto al buco di Massa. «Da dieci anni - riprende il farmacista - non c'era interesse a farsi certificare l'esenzione, ora la situazione si è capovolta». «Spesso il clima - chiosa - è imbarazzante. Non è bello chiedere il reddito ai clienti in farmacia, comunque continuiamo a fare il nostro lavoro con passione e impegno. Dispiace vedere pazienti sballottati tra il Caaf e la farmacia per poi pagare 2-3 euro. Sono scocciati... Ce la stiamo mettendo tutta, continueremo come sempre a collaborare con la Regione. Ma ora ci manca solo che ci chiedano di ballare la mazurka...» J.G. ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 12-13
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