Gioco
Operato per un tumore dopo due mesi non ha l'esito dell'esame istologico
Anna Cecchini
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Il polo oncologico dellAsl 6 inaugurato nei mesi scorsi allinterno dellospedale in viale Alfieri La moglie: non sappiamo se il male ha preso i linfonodi l'Asl non può prendere in giro i cittadini in questo modo
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LIVORNO. È stato operato per un carcinoma al polmone più di due mesi fa, ma ancora non sa se dovrà affrontare la chemioterapia o un nuovo intervento. Perché, nonostante l'evidente gravità della sua patologia, non gli è stato consegnato l'esito dell'esame istologico. Per qualche tempo ha aspettato provando a trattenere l'ansia, ma adesso è stanco. Dopo oltre due mesi in cui ogni giorno si alza sperando che quella risposta arrivi, ha perso la pazienza. E anche la fiducia nella sanità locale. Lui è un uomo di 64 anni che abita in città, preferisce restare anonimo, visto che non vuole pubbblicamente rivelare il suo stato di salute. Il primo luglio ha subito l'asportazione di un lobo polmonare perché gli era stato diagnosticato un carcinoma. «L'operazione è andata bene - racconta la moglie -, siamo stati soddisfatti. Avevamo molte speranze. I problemi sono venuti successivamente. Dopo l'intervento ci hanno detto che per capire se erano stati presi anche i linfonodi dovevamo attendere un mese». Un tempo già molto lungo, che la famiglia ha trascorso provando a non pensare in modo ossessivo alla malattia. Di mesi ne sono trascorsi più di due, ma quel referto ancora non è arrivato. E adesso il paziente e la sua famiglia sono arrabbiati. Si sentono presi in giro. «Ho chiamato anche questa mattina (ieri, ndr) - prosegue la moglie -, ma continuano a dirmi che ancora la risposta non è pronta. Sono settimane che aspettiamo, mi chiedo se è normale abbandonare così una persona operata di tumore ai polmoni». La moglie del malato ha saputo che il problema dei ritardi nelle risposte - come già spiegato sull'edizione di ieri, in un articolo che denunciava ritardi nella consegna dell'esito di un pap-test - pare sia tutto legato alla carenza di personale all'interno del laboratorio di anatomia patologica dell'ospedale. «Ci dispiace se ad anatomia patologica il personale è ridotto - spiega la donna -, ma non si può scherzare con la salute delle persone. È inutile che l'Asl si vanti di avere ottimi medici chirurghi se poi si blocca in questo modo un servizio che è fondamentale. La mia famiglia vive giorni di ansia e loro non sanno dirci altro se non che dobbiamo aspettare. È vergognoso».
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