Sicurezza
IL DIBATTITO SULLA CRISI
Andrea Colli
3 MINUTI DI LETTURA
CRISI CHOC Tanti scontri in politica, mai uno sfilacciamento così Quante volte ci sono state divergenze nelle giunte, tra le forze politiche di maggioranza, difficoltà nei rapporti con le federazioni, ma mai si era colto uno sfilaccicamento come l'attuale. Le crisi ci sono state, all'inizio degli anni 50, nel 1964, nel 1983, nel 1993 ma erano originate da grandi confronti su grandi questioni. Oggi in una città che ha poche idee e che rischia di divenire una Bordighera di serie C mi sembra piuttosto un conflitto che nasce all'interno della forza politica dominante, ma che non ha come terreno di scontro i programmi, ma gli equilibri del gruppo dirigente stesso. Mi posso sbagliare ma tra una nomenclatura di importati (ultimo caso il presidente della Autorità Portuale) e quella autoctona che resiste magari passando da un incarico all'altro, si renderà necessario che da qualche parte si cominci a dare avvio ad una riflessione collettiva magari cercando di rompere il conformismo che purtroppo non rende liberi molti di quelli che non sono soddisfatti. Massimo Bianchi REINCARICO Cari assessori, non dite signorsì Di tutta questa confusione sulla giunta i cittadini non hanno compreso molto, nonostante gli sforzi del Tirreno. Mi sembra che anche il sindaco abbia dimostrato di avere le idee confuse. L'attuale legge elettorale permette al sindaco questi comportamenti. Ma possibile che nessun assessore dimostri di non essere una semplice pedina nelle sue mani rifiutando il reincarico? Sarebbe un bel segnale per gli elettori che sono sempre più in difficoltà nelle proprie scelte elettorali. Francesco Marani GIUNTA A 2 VELOCITÀ Il tramonto della dinastia dei sindaci medici Questa giunta ha viaggiato sempre a due velocità, passando da un eterno immobilismo, specialmente quando doveva rispondere alle istanze dei cittadini, ad improvvise e rapide fughe in avanti quando invece sembrava portare avanti più che altro interessi privati, ovviamente nell'"interesse generale". Questo centrosinistra ha appreso benissimo la lezione berlusconiana sulla "politica degli annunci", per la quale le aspettative vanno necessariamente rimandate di molto quando non disattese: canile, "Cisternino 2020", "Pensiamo in Grande" e tutti i fantastici percorsi partecipativi, la salvaguardia dei monumenti (vedi la Chiesa Olandese) o come sono stati disattesi gli esiti sui due referendum sull'acqua. Dall'altra parte elementi, neppure previsti dal programma elettorale, sono stati portati avanti con solerzia e decisione: localizzazione a Montenero del nuovo ospedale, nuovo centro, ex Gran Guardia e Moderno, discarica del Limoncino. Un'agenda politica tutta frutto di interessi spesso contrastanti, rappresentati entrambi direttamente in giunta, di cui l'equilibrio precario era garantito proprio dal dottor Cosimi. Il vociferato ingresso in giunta di Filippo Di Rocca, anche se rifiutato, non cambia la sostanza delle cose e sancisce di fatto il commissariamento di Alessandro Cosimi e quindi il tramonto della dinastia dei Sindaci Medici. E' il Gattopardo, cambiano i nomi degli assessori ma non c'è rottura con il passato: è stato già annunciato che la variante al piano strutturale per la Ceschina, il casus belli, non verrà stralciata ma sarà portata avanti anche dalla nuova giunta. Più chiaro di così! Chiudiamo informando che in sordina, come succede spesso in estate è stato confermato che il mega inceneritore dell'Ato Costa si abbatterà su Livorno. Ciò significherà far saltare l'obbiettivo della raccolta differenziata al 65%, almeno fino al 2020 e rendere carta straccia la delibera rifiuti zero che prevedeva ben altri impegni. Flavia Pellegrini (MoVimento Cinque Stelle) PERDITA DI IDEALITÀ Si è esaurita la spinta propulsiva L'affievolimento della spinta propulsiva di un grande partito che governa Livorno da tanto tempo, ha determinato la mancanza dell'avvicendarsi di quadri capaci di governare il cambiamento della società livornese. Fatta eccezione per qualcuno e per qualche lodevole iniziativa, stiamo assistendo all'inesorabile declino di una classe dirigente ormai impoverita culturalmente. Il politicismo burocratico ha preso il sopravvento e la perdita di idealità inevitabilmente porta ad allontanarsi dai problemi della gente e difficilmente dall'altra parte si potranno trovare i rimedi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google