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Gorgona, ecco il consiglio di zona lettera al ministero sul carcere
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LIVORNO. Sembra un piccolo angolo di paradiso (e di sofferenza) lontanissimo da Livorno. In realtà l'isola di Gorgona fa parte della circoscrizione 2 guidata da Monica Ria, la stessa che abbraccia La Venezia. Ed è proprio attraverso la circoscrizione che sull'isola è stato istituito per la prima volta un consiglio di zona. «L'unico organo istituzionale - sottolineano i suoi rappresentanti - democraticamente eletto dalla comunità gorgonese in senso ampio. Altri soggetti o comitati agiscono a titolo personale...». Sono cinque i consiglieri eletti: Ada Mastrangelo (coordinatrice), Alessandro Aureli, Marco Verdone, Vincenzo Simone, Nicola Di Batte. Tutti discendenti delle famiglie storiche: Citti, Dodoli, Frascati... Sull'isola oggi ci sono una cinquantina di residenti, ma solo in pochissimi vivono estate e inverno in mezzo al mare. A questi si aggiungono una settantina di detenuti e altrettante guardie, con una decina di famiglie. «Il consiglio di zona - scrivono i rappresentanti - intende rivitalizzare l'isola e la sua comunità, migliorare e favorire i servizi di collegamento con la terraferma, favorire lo scambio con il mondo esterno, razionalizzare e chiarire le modalità di accesso all'isola e valorizzare il lavoro della Casa di reclusione come modello di riferimento nel sistema penitenziario italiano». Il comitato ha appena scritto al Ministero di Giustizia proprio per avere chiarimenti sul possibile smantellamento del carcere. Un elemento chiave perché è proprio la struttura ha mantenere in vita, oggi, l'isola (che fa parte del parco dell'arcipelago). Cosa accadrebbe se la struttura fosse chiusa? Intanto la direzione carceraria, la circoscrizione e l'ente parco hanno firmato un protocollo per regolamentare, a partire dalla prossima estate, le visite e gli accessi all'isola. Il protocollo sarà portato tra pochi giorni in giunta.
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