Gioco
Ecco le patate bollenti che il dopo-crisi troverà nel menù
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LIVORNO. Ora impazza il toto-assessore, regnano i bizantinismi in nome degli equilibri fra i partiti e dentro ogni partito. Ma, fuori dal Palazzo, ci sono almeno 9 patate bollenti che il governo locale si troverà nel menù del dopo-crisi. Ippodromo. Le dimissioni di Ritorni non hanno fatto sparire dal tavolo l'ipotesi di far decollare il bando per la gestione dell'ippodromo rendendolo più appetibile con l'extra della possibilità di realizzarvi una beauty farm. Da un lato, c'è il rischio che il bando vada deserto e l'ippodromo gravi sulle spalle del Comune. Dall'altro, c'è l'impatto politico che avrebbe l'ennesima variante urbanistica alla vigilia del via al nuovo Prg.
Ex municipalizzate. Sono l'oggetto del desiderio di molte trattative, visto che la delega era in mano all'assessore dimissionario. Ma il problema reale è il rapporto fra il Comune e le aziende di servizi pubblici locali: bilanci zoppicanti (tranne quest'anno l'Asa), bollette record sia per la Tia (rifiuti) che per l'acqua, servizi tagliati (bus). E se il vero casus belli non fosse tanto la variante sull'ippodromo quanto invece il piano di riorganizzazione firmato Ritorni ma poco gradito dal sindaco? Guai a dimenticare l'esito del referendum sull'acqua e l'avvicinarsi del giorno in cui i servizi verranno affidati a gara pubblica.
Nuovo ospedale. E' insistente il tam tam che accredita una prossima partenza del direttore Asl Calamai, qualcosa di più di un semplice esecutore di politiche altrui, soprattutto sul nuovo ospedale a Montenero. In tal caso, il peso politico della realizzazione cadrebbe per intero sul Comune, anzi principalmente sul sindaco. Con la Regione che dovrà prima di tutto trovare i soldi per colmare l'enorme voragine dell'Asl massese.
Piano regolatore. E' la priorità numero uno del Cosimi-bis. L'affidamento dell'incarico è dato per imminente già da un anno: è del luglio scorso l'ok in consiglio al documento politico ma per gli atti che concretizzeranno i passi ulteriori ormai Palazzo civico si è dato come obiettivo di farcela «entro fine anno». Ma solo per incaricare il progettista: e il progetto, quando?
Servizi sociali. Il Comune ha sempre menato vanto del proprio standard di spesa sociale. Anzi, di fronte all'ultima forbiciata ha scelto di tagliare molte cose pur di salvare scuole e sociale. Ma nei prossimi tre anni il governo cancellerà dalle casse municipali altri 21 milioni di euro.
Limoncino. Va avanti la realizzazione della discarica ma il fronte della protesta non si è affatto arreso. E' vero che tante scelte e competenze sono sotto l'ombrello della Provincia ma è difficile credere che il Comune possa far finta di niente: senza contare che l'ambiente è in mano al vicesindaco Idv in rotta di collisione con il capogruppo Idv (soprattutto sul Limoncino).
Traffico caos. Se il porto attende un Prg da mezzo secolo, la viabilità livornese aspetta un piano organico da almeno vent'anni. Finora si è andati avanti per pezzetti: il centro è quel che tutti sanno, sono nati nuovi pezzi di città ma la mappa delle linee bus è (quasi) la stessa da secoli.
Sfratti. La crisi economica abbassa la capacità dei cittadini di arrangiarsi da soli per risolvere il proprio bisogno di avere un tetto. C'è un boom di morosità incolpevole di famiglie i cui redditi sono stati falcidiati dalla mazzata che ha fatto pagare ai precari gran parte delle difficoltà. E anche le famiglie che comunque hanno introiti meno traballanti sono sempre meno in grado di reggere il peso del mutuo per comprare casa.
Porto e industria. Vedi alla voce Prg per quanto riguarda le aree industriali ma anche il futuro assetto delle banchine. Resta la scommessa di puntare sull'alleanza con l'università e le imprese innovative per provare a creare lavoro di qualità (e magari radicare quel che c'è in fatto di fabbriche, quasi tutte in mano a multinazionali).
Ex municipalizzate. Sono l'oggetto del desiderio di molte trattative, visto che la delega era in mano all'assessore dimissionario. Ma il problema reale è il rapporto fra il Comune e le aziende di servizi pubblici locali: bilanci zoppicanti (tranne quest'anno l'Asa), bollette record sia per la Tia (rifiuti) che per l'acqua, servizi tagliati (bus). E se il vero casus belli non fosse tanto la variante sull'ippodromo quanto invece il piano di riorganizzazione firmato Ritorni ma poco gradito dal sindaco? Guai a dimenticare l'esito del referendum sull'acqua e l'avvicinarsi del giorno in cui i servizi verranno affidati a gara pubblica.
Nuovo ospedale. E' insistente il tam tam che accredita una prossima partenza del direttore Asl Calamai, qualcosa di più di un semplice esecutore di politiche altrui, soprattutto sul nuovo ospedale a Montenero. In tal caso, il peso politico della realizzazione cadrebbe per intero sul Comune, anzi principalmente sul sindaco. Con la Regione che dovrà prima di tutto trovare i soldi per colmare l'enorme voragine dell'Asl massese.
Piano regolatore. E' la priorità numero uno del Cosimi-bis. L'affidamento dell'incarico è dato per imminente già da un anno: è del luglio scorso l'ok in consiglio al documento politico ma per gli atti che concretizzeranno i passi ulteriori ormai Palazzo civico si è dato come obiettivo di farcela «entro fine anno». Ma solo per incaricare il progettista: e il progetto, quando?
Servizi sociali. Il Comune ha sempre menato vanto del proprio standard di spesa sociale. Anzi, di fronte all'ultima forbiciata ha scelto di tagliare molte cose pur di salvare scuole e sociale. Ma nei prossimi tre anni il governo cancellerà dalle casse municipali altri 21 milioni di euro.
Limoncino. Va avanti la realizzazione della discarica ma il fronte della protesta non si è affatto arreso. E' vero che tante scelte e competenze sono sotto l'ombrello della Provincia ma è difficile credere che il Comune possa far finta di niente: senza contare che l'ambiente è in mano al vicesindaco Idv in rotta di collisione con il capogruppo Idv (soprattutto sul Limoncino).
Traffico caos. Se il porto attende un Prg da mezzo secolo, la viabilità livornese aspetta un piano organico da almeno vent'anni. Finora si è andati avanti per pezzetti: il centro è quel che tutti sanno, sono nati nuovi pezzi di città ma la mappa delle linee bus è (quasi) la stessa da secoli.
Sfratti. La crisi economica abbassa la capacità dei cittadini di arrangiarsi da soli per risolvere il proprio bisogno di avere un tetto. C'è un boom di morosità incolpevole di famiglie i cui redditi sono stati falcidiati dalla mazzata che ha fatto pagare ai precari gran parte delle difficoltà. E anche le famiglie che comunque hanno introiti meno traballanti sono sempre meno in grado di reggere il peso del mutuo per comprare casa.
Porto e industria. Vedi alla voce Prg per quanto riguarda le aree industriali ma anche il futuro assetto delle banchine. Resta la scommessa di puntare sull'alleanza con l'università e le imprese innovative per provare a creare lavoro di qualità (e magari radicare quel che c'è in fatto di fabbriche, quasi tutte in mano a multinazionali).
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