Il Tirreno

Livorno

E in farmacia è caos col reddito

Valeria Cappelletti
In alto Vittorio Scalabrella, di lato Paolo Santini
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In alto Vittorio Scalabrella, di lato Paolo Santini

C'è chi si rifiuta di dichiararlo e paga di più

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 LIVORNO. «Senta, ma oltre al mio reddito vuole sapere anche quante ganze ho..?». È questa la scherzosa (ma anche un po' seccata) risposta data da un livornese a Memo Misul, titolare dell'omonima farmacia di via dei Pensieri, appena il farmacista gli chiede a quale fascia di reddito familiare appartiene per indicarlo sulla ricetta rossa. Una risposta verace, che però nasconde il disagio che tanti clienti stanno mostrando in seguito all'introduzione, da parte della Regione Toscana, del ticket secondo il reddito. «In molti - racconta Misul - si trovano in difficoltà a dichiarare la fascia di reddito, la farmacia è un luogo pubblico, non c'è riservatezza».  Farmacie nel caos, file interminabili al bancone e tempi più lunghi per acquistare farmaci. Disagi per gli addetti ai lavori e per gli utenti: ecco cosa troviamo negli esercizi sparsi per la città. Spesso i cittadini non conoscono in modo esatto la cifra da dichiarare (il reddito familiare lordo o il valore Isee). Dall'altra parte del bancone, i farmacisti devono adoperarsi per spiegare le procedure esatte ai clienti ancora confusi, svolgendo un ruolo che, sottolineano, «non è di nostra competenza». «Sono soprattutto gli anziani ad avere difficoltà - interviene Paolo Santini della farmacia Comunale in piazza Grande - perché spesso non sono a conoscenza della nuova norma, ma anche gli stranieri da poco in Italia e con poca dimestichezza con queste nuove procedure, o le badanti che chiedono di acquistare i farmaci per le persone che accudiscono e non ne conoscono il reddito».  C'è chi, raccontano i farmacisti, per non sbagliare si presenta al bancone con il Cud o la dichiarazione Isee: «Ecco faccia lei...». E chi, davanti alla richiesta di rivelare la fascia di appartenenza, storce il naso, tentenna e alla fine preferisce pagare come se fosse in fascia D (la superiore), senza dichiarare quanto guadagna.  «Se prima bastavano dieci secondi per registrare una ricetta, ora servono dieci minuti - fa notare Vittorio Scalabrella della Centrale, in piazza dei Mille - e questo provoca attese estenuanti per i clienti e qualche malumore. È un dramma, ci sono più disagi per i clienti e il carico di lavoro per noi è più che triplicato».

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