Sicurezza
Come uscire dalla crisi
3 MINUTI DI LETTURA
Dopo le ultime vicende, la fotografia di quanto sta accadendo in Comune è più nitida. Intanto un dato: le fibrillazioni che da tempo attraversano la maggioranza derivano dagli (inesistenti) risultati di governo e da questioni pesanti che hanno messo “sotto stress” il programma su cui è stato eletto il Sindaco (discarica, referendum, urbanistica, ecc.).
TUTTI GLI INTERVENTI SULLA CRISI IN GIUNTA
E ci riferiamo non solo agli “aut-aut” di Idv o ai distinguo di Sel, ma alle divisioni che hanno attraversato lo stesso gruppo PD, fino ad arrivare a scuotere addirittura la Giunta. Queste scosse rischiano di essere amplificate dall'uragano che si abbatterà anche sul Comune di Livorno, con la manovra economico-finanziaria del duo Draghi-Tremonti. Con l'uno-due micidiale del Governo sono messi in scacco interi servizi ed infrastrutture e si offrono in pasto ai privati quei servizi pubblici locali che solo qualche mese fa i cittadini nell'urna referendaria avevano negato dovessero essere privatizzati.
Si aprirà quindi una stagione di lacrime e sangue e gli enti locali saranno chiamati a reggere il peso dell'emergenza sociale senza mezzi economici e non. Di fronte a questo scenario, il Sindaco spinge per disporre di una maggioranza unita come "un sol uomo", nel perseguire pochi selezionati obiettivi entro la fine della legislatura, facendo passare dalla loro accettazione la conferma o meno della coalizione e degli uomini/donne che saranno chiamati ad attuarli.
Ciò metterà tutti nella scomoda situazione di dover dare prova di “fedeltà” in una fase molto difficile e a fronte di proposte particolarmente dolorose per chi si è guadagnato una facile visibilità nell'accidentata navigazione della maggioranza. Nel pacchetto potrebbero - quindi - entrare forti dosi di privatizzazioni e l'appalto di un'altra consistente fetta di servizi. Idv - commissariata di fatto dal Regionale – dovrà scegliere tra l'ingoiare le indigeste priorità del Sindaco o abbandonare il “tetto coniugale” della maggioranza.
Sel, tentata dall'attesa di nuovi equilibri nella coalizione a lei più favorevoli, potrebbe in questa fase avere interesse ad appoggiare – pur con qualche “mal di pancia” – la linea del Sindaco, ma alla lunga rischia di restare ancora più isolata (e con ancor meno di incisività) nella maggioranza.
Lo stesso primo cittadino dovrà dimostrare il coraggio di voler rischiare davvero la tenuta dell'utile ancoraggio della propria coalizione, per un vero chiarimento politico: e l’esito anche per lui è incerto. Con un unico punto fermo, se anche riuscisse temporaneamente a superare le divisioni, non sarà in grado di sciogliere i tanti nodi che vengono al pettine dell’operato dell'Amministrazione.
Fuori dal palazzo, i movimenti, gruppi, comitati, che hanno contrastato la Giunta, stanno in attesa degli eventi, per vedere cosa succederà sulle importanti questioni da loro sollevate. Senza parlare di chi, nel pieno della crisi sociale e occupazione, sta con il fiato sospeso per capire se e come tutto quello polverone cambierà la sua condizione di vita.
Se questa è la situazione, noi pensiamo che - insieme a spendere ogni energia per il successo dello sciopero della CGIL - l'unico modo per la sinistra livornese di affrontare la questione è costruire l'unità di tutte le forze dentro e fuori il governo della città attorno ad un'agenda alternativa che ci faccia superare questa fase critica, senza dilapidare il patrimonio pubblico ancora esistente e mettendo al centro i temi del lavoro e della casa.
Va aperta una profonda discussione ed una unità d’azione che dovrà accompagnare, intanto, la redazione del bilancio comunale, le scelte sulle aziende e la revisione degli strumenti urbanistici.
Chiamiamo tutte le forze della sinistra, sia quelle che hanno sostenuto questo sindaco, sia quelle che lo hanno avversato, a misurarsi con noi in questa ricerca, altrimenti - per stanchezza o per assenza di altre possibilità concrete - vincerà l'illusione di salvare il salvabile, replicando a livello locale le inaccettabili scelte classiste imposte dall'Esecutivo nazionale.
Federazione della sinistra Livorno
TUTTI GLI INTERVENTI SULLA CRISI IN GIUNTA
E ci riferiamo non solo agli “aut-aut” di Idv o ai distinguo di Sel, ma alle divisioni che hanno attraversato lo stesso gruppo PD, fino ad arrivare a scuotere addirittura la Giunta. Queste scosse rischiano di essere amplificate dall'uragano che si abbatterà anche sul Comune di Livorno, con la manovra economico-finanziaria del duo Draghi-Tremonti. Con l'uno-due micidiale del Governo sono messi in scacco interi servizi ed infrastrutture e si offrono in pasto ai privati quei servizi pubblici locali che solo qualche mese fa i cittadini nell'urna referendaria avevano negato dovessero essere privatizzati.
Si aprirà quindi una stagione di lacrime e sangue e gli enti locali saranno chiamati a reggere il peso dell'emergenza sociale senza mezzi economici e non. Di fronte a questo scenario, il Sindaco spinge per disporre di una maggioranza unita come "un sol uomo", nel perseguire pochi selezionati obiettivi entro la fine della legislatura, facendo passare dalla loro accettazione la conferma o meno della coalizione e degli uomini/donne che saranno chiamati ad attuarli.
Ciò metterà tutti nella scomoda situazione di dover dare prova di “fedeltà” in una fase molto difficile e a fronte di proposte particolarmente dolorose per chi si è guadagnato una facile visibilità nell'accidentata navigazione della maggioranza. Nel pacchetto potrebbero - quindi - entrare forti dosi di privatizzazioni e l'appalto di un'altra consistente fetta di servizi. Idv - commissariata di fatto dal Regionale – dovrà scegliere tra l'ingoiare le indigeste priorità del Sindaco o abbandonare il “tetto coniugale” della maggioranza.
Sel, tentata dall'attesa di nuovi equilibri nella coalizione a lei più favorevoli, potrebbe in questa fase avere interesse ad appoggiare – pur con qualche “mal di pancia” – la linea del Sindaco, ma alla lunga rischia di restare ancora più isolata (e con ancor meno di incisività) nella maggioranza.
Lo stesso primo cittadino dovrà dimostrare il coraggio di voler rischiare davvero la tenuta dell'utile ancoraggio della propria coalizione, per un vero chiarimento politico: e l’esito anche per lui è incerto. Con un unico punto fermo, se anche riuscisse temporaneamente a superare le divisioni, non sarà in grado di sciogliere i tanti nodi che vengono al pettine dell’operato dell'Amministrazione.
Fuori dal palazzo, i movimenti, gruppi, comitati, che hanno contrastato la Giunta, stanno in attesa degli eventi, per vedere cosa succederà sulle importanti questioni da loro sollevate. Senza parlare di chi, nel pieno della crisi sociale e occupazione, sta con il fiato sospeso per capire se e come tutto quello polverone cambierà la sua condizione di vita.
Se questa è la situazione, noi pensiamo che - insieme a spendere ogni energia per il successo dello sciopero della CGIL - l'unico modo per la sinistra livornese di affrontare la questione è costruire l'unità di tutte le forze dentro e fuori il governo della città attorno ad un'agenda alternativa che ci faccia superare questa fase critica, senza dilapidare il patrimonio pubblico ancora esistente e mettendo al centro i temi del lavoro e della casa.
Va aperta una profonda discussione ed una unità d’azione che dovrà accompagnare, intanto, la redazione del bilancio comunale, le scelte sulle aziende e la revisione degli strumenti urbanistici.
Chiamiamo tutte le forze della sinistra, sia quelle che hanno sostenuto questo sindaco, sia quelle che lo hanno avversato, a misurarsi con noi in questa ricerca, altrimenti - per stanchezza o per assenza di altre possibilità concrete - vincerà l'illusione di salvare il salvabile, replicando a livello locale le inaccettabili scelte classiste imposte dall'Esecutivo nazionale.
Federazione della sinistra Livorno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google