Il Tirreno

Livorno

Rissa tra tifosi, caccia ai responsabili

Lara Loreti

Nel dopopartita si sono affrontate un centinaio di persone, tre feriti

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. La violenza esplode sul lungomare, davanti alla Baracchina rossa, quando nel locale ci sono circa 600 persone. Sono le 22.50 quando una quindicina di auto di tifosi della Sampdoria passa sul viale Italia, ad Ardenza. La partita è finita da poco. Qualcuno tira un sasso, volano insulti. Le vetture dei doriani (circa 60 persone) si fermano e si scatena il putiferio. Qualche genovese scende, alcuni coi caschi in mano. Un tifoso viene assediato tanto che deve rifugiarsi nel bagno di un locale. Poi viene "salvato" dalle forze dell'ordine. Scoppia la rissa e un fiume di gente corre verso la Rotonda. Calci, pugni, bottigliate, colpi vari: la folla è scatenata. Da una parte i tifosi della Samp, dall'altra i livornesi. Poco dopo, la stessa calca si sposta di nuovo, stavolta verso il locale.  Scatta l'allarme e arrivano i poliziotti in tenuta antisommossa che sono costretti a caricare. Il caos in tutto dura due ore, a più riprese.  Polizia e carabinieri cercano di correre ai ripari, ma la situazione è incandescente nel fuggi fuggi generale. Mentre imperversano i corpo e corpo tra tifosi. È necessario l'intervento del 118 che viene chiamato più volte in due fasi, verso le 22.30 e poi un'ora dopo per una ragazza livornese di 17 anni colpita alla testa. Ma è impossibile soccorrerla: non si passa. Alla fine i volontari riescono a raggiungerla e portarla via: ne avrà per 15 giorni. È la sola soccorsa dall'ambulanza. Altre due persone vanno in ospedale da sole: un giovane di 31 anni, anche lui ferito alla testa (15 giorni di referto) e un poliziotto, colpito al ginocchio.  In tutto si parla di una decina di feriti, ma non tutti si sono recati in pronto soccorso.  Gli agenti restano in giro a pattugliare fino alle 1.30. Gli investigatori ora sono al lavoro per individuare le persone che hanno dato il via alla maxi rissa a cui hanno partecipato un centinaio di persone. Un lavoro non facile, non essendoci telecamere. E poi dopo il clou della rissa, tutti sono spariti in auto. Non ci sono fermati. La polizia è a caccia di testimoni.  I responsabili rischiano denuncia e daspo. Come ricostruito dalla polizia, i sampdoriani ribelli sono arrivati in città martedì pomeriggio senza biglietto e senza tessera. Questi, dopo aver parcheggiato le vetture nell'area dello stadio dove non ci sono telecamere, sono rimasti fuori dal Picchi per tutto il tempo della partita, esponendo un paio di striscioni e intonando cori contro la tessera dello stadio e Maroni, oltre che qualche inno politico. Dopo un quarto d'ora dalla fine dell'incontro, se ne sono andati verso la Baracchina dove c'erano tanti ragazzi livornesi. Gli altri tifosi genovesi invece (quelli giunti con regolare biglietto) sono stati scortati dalla polizia sull'Aurelia.  Un precedente analogo, nello stesso punto, c'era stato a maggio 2010 dopo la partita Livorno Lazio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore