Gioco
Il tramonto della dinastia dei Sindaci Medici a Livorno
Flavia Pellegrini - Movimento Cinque Stelle Livorno
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Questa crisi di giunta vista da fuori Palazzo Comunale risulta assolutamente incomprensibile per i livornesi; anche il Tirreno si è appellato a don Paolo Razzauti, quasi un esorcismo per la classe politica locale. Quello che a noi cittadini 5 stelle appare lampante che questa giunta abbia viaggiato sempre a due velocità, passando da un eterno immobilismo, specialmente quando doveva rispondere alle istanze dei cittadini ad improvvise e rapide fughe in avanti quando invece sembrava (ma forse è solo una nostra errata percezione) portare avanti più che altro interessi privati, ovviamente nell’ “interesse generale.
TUTTI GLI INTERVENTI SULLA CRISI IN GIUNTA
Questo centrosinistra ha appreso benissimo la lezione berlusconiana sulla “politica degli annunci”, per la quale le aspettative vanno necessariamente rimandate di molto quando non disattese, anche quelle piccole e modeste: abbiamo già detto del canile, ma potremmo continuare con l’affaire “Cisternino 2020“, “Pensiamo in Grande” e tutti i fantastici percorsi partecipativi fino ad arrivare alla salvaguardia dei monumenti cittadini (vedi il tragico caso della Chiesa Olandese) o a come sono stati disattesi gli esiti sui due referendum sull’acqua. Dall’altra parte elementi, neppure previsti dal programma elettorale, sono stati portati avanti con solerzia e decisione: dalla localizzazione a Montenero del nuovo ospedale al nuovo centro, alle trasformazioni degli ex-cinema Gran Guardia e Moderno, fino alla discarica del Limoncino.
Un’agenda politica tutta frutto di interessi spesso contrastanti, rappresentati entrambi direttamente in giunta, di cui l’equilibrio precario era garantito proprio dal dottor Cosimi. La crisi ha sicuramente accelerato lo scoppio di tale conflitto tra gli stakeholders, nelle figure dell’assessore all’urbanistica e quello al turismo, il sindaco Cosimi non è stato in grado di evitare lo scontro ed è stato l'armageddon: la bomba in Vense esplodesse avrebbe effetti meno disastrosi di questo derby interno al Partito Del cemento. Pochi giorni fa il signor Ritorni, alto dipendente del Monte Paschi di Siena (come l’assessore Nebbiai), non è riuscito a portare a casa un’opera evidentemente destinata al popolo livornese, come un favoloso centro benessere all’interno dell’Ippodromo Caprilli nell’area della Ceschina, e successivamente per motivi “personali” si è dimesso.
Di fronte ai nervosismi dell’assessore Bernardo, espressione della potente famiglia Fremura, il sindaco non ha trovato di meglio che congelare la giunta, salvo poi essere convocanto d'urgenza dai vertici del partito Democratico, subendo un vero e proprio processo. Speriamo che da oggi sia meno difficile per i cittadini capire che sinistra, centro e destra non abbiano più senso, ma che spesso dietro tali etichette agiscono veri e propri comitati d’affari, lontani anni luce dai problemi dei livornesi. Il vociferato ingresso in giunta di Filippo Di Rocca, segretario provinciale del PD (da tempo indicato quale tra i possibili successori allo scranno di sindaco) anche se rifiutato dallo stesso, non cambia la sostanza delle cose e sancisce di fatto il commissariamento di Alessandro Cosimi e quindi il tramonto della dinastia dei Sindaci Medici.
E’ il Gattopardo, cambiano i nomi degli assessori ma non c’è rottura con il passato: è stato già annunciato che la variante al piano strutturale per la Ceschina, il casus belli, non verrà stralciata ma sarà portata avanti anche dalla nuova giunta. Più chiaro di così! Chiudiamo questo nostro articolo informandovi che in sordina, come succede spesso in estate è stato confermato che il mega inceneritore dell’ATO Costa si abbatterà su Livorno; ciò significherà far saltare l’obbiettivo della raccolta differenziata al 65%, almeno fino al 2020 e rendere carta straccia la delibera rifiuti zero che prevedeva ben altri impegni.
TUTTI GLI INTERVENTI SULLA CRISI IN GIUNTA
Questo centrosinistra ha appreso benissimo la lezione berlusconiana sulla “politica degli annunci”, per la quale le aspettative vanno necessariamente rimandate di molto quando non disattese, anche quelle piccole e modeste: abbiamo già detto del canile, ma potremmo continuare con l’affaire “Cisternino 2020“, “Pensiamo in Grande” e tutti i fantastici percorsi partecipativi fino ad arrivare alla salvaguardia dei monumenti cittadini (vedi il tragico caso della Chiesa Olandese) o a come sono stati disattesi gli esiti sui due referendum sull’acqua. Dall’altra parte elementi, neppure previsti dal programma elettorale, sono stati portati avanti con solerzia e decisione: dalla localizzazione a Montenero del nuovo ospedale al nuovo centro, alle trasformazioni degli ex-cinema Gran Guardia e Moderno, fino alla discarica del Limoncino.
Un’agenda politica tutta frutto di interessi spesso contrastanti, rappresentati entrambi direttamente in giunta, di cui l’equilibrio precario era garantito proprio dal dottor Cosimi. La crisi ha sicuramente accelerato lo scoppio di tale conflitto tra gli stakeholders, nelle figure dell’assessore all’urbanistica e quello al turismo, il sindaco Cosimi non è stato in grado di evitare lo scontro ed è stato l'armageddon: la bomba in Vense esplodesse avrebbe effetti meno disastrosi di questo derby interno al Partito Del cemento. Pochi giorni fa il signor Ritorni, alto dipendente del Monte Paschi di Siena (come l’assessore Nebbiai), non è riuscito a portare a casa un’opera evidentemente destinata al popolo livornese, come un favoloso centro benessere all’interno dell’Ippodromo Caprilli nell’area della Ceschina, e successivamente per motivi “personali” si è dimesso.
Di fronte ai nervosismi dell’assessore Bernardo, espressione della potente famiglia Fremura, il sindaco non ha trovato di meglio che congelare la giunta, salvo poi essere convocanto d'urgenza dai vertici del partito Democratico, subendo un vero e proprio processo. Speriamo che da oggi sia meno difficile per i cittadini capire che sinistra, centro e destra non abbiano più senso, ma che spesso dietro tali etichette agiscono veri e propri comitati d’affari, lontani anni luce dai problemi dei livornesi. Il vociferato ingresso in giunta di Filippo Di Rocca, segretario provinciale del PD (da tempo indicato quale tra i possibili successori allo scranno di sindaco) anche se rifiutato dallo stesso, non cambia la sostanza delle cose e sancisce di fatto il commissariamento di Alessandro Cosimi e quindi il tramonto della dinastia dei Sindaci Medici.
E’ il Gattopardo, cambiano i nomi degli assessori ma non c’è rottura con il passato: è stato già annunciato che la variante al piano strutturale per la Ceschina, il casus belli, non verrà stralciata ma sarà portata avanti anche dalla nuova giunta. Più chiaro di così! Chiudiamo questo nostro articolo informandovi che in sordina, come succede spesso in estate è stato confermato che il mega inceneritore dell’ATO Costa si abbatterà su Livorno; ciò significherà far saltare l’obbiettivo della raccolta differenziata al 65%, almeno fino al 2020 e rendere carta straccia la delibera rifiuti zero che prevedeva ben altri impegni.
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