Sicurezza
Il Pd mette sotto processo il sindaco
Alessandro Guarducci Juna Goti
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Alessandro Cosimi e Paola Bernardo durante una seduta di giunta Ma oggi il tempo dei sorrisi è finitoCosimi convocato stasera dai segretari. La Bernardo rassegna le dimissioni
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LIVORNO. Le parole hanno sempre un peso. Anche e soprattutto in politica. E se il sindaco non ha voluto rilasciare dichiarazioni al termine della riunione di giunta dell'altro ieri (dove si è discusso delle dimissioni di Claudio Ritorni), c'è quel comunicato inviato dal Comune alle 12.18 di sabato che dice molto: «Le deleghe degli assessori sono "congelate" e quindi rimangono tutti al loro posto per lo svolgimento dell'ordinaria amministrazione». In pratica Alessandro Cosimi ha commissariato la giunta.
E gli assessori non l'hanno affatto presa bene: quelle parole suonano come una sfiducia generale (mantengono le deleghe senza però poter esercitare a pieno le loro funzioni) e di conseguenza tutti si sono sentiti improvvisamente sotto esame. Una situazione molto scomoda, che durerà almeno fino a sabato prossimo, quando il sindaco dovrebbe annunciare il sostituto di Ritorni e gli eventuali nuovi assetti di governo. Ma c'è già chi ha fatto sapere di non gradire per nulla l'atteggiamento del sindaco - che evidentemente deve aver messo in preventivo questo rischio quando ha deciso il "congelamento" - e di essere pronto ad andarsene. Magari sbattendo la porta.
Le dimissioni di Paola Bernardo, per esempio, sono già sulla scrivania di Alessandro Cosimi che si è preso un po' di tempo per riflettere: perdere l'assessore all'urbanistica in piena fase di revisione del piano strutturale potrebbe avere conseguenze pesantissime, e poi c'è il rischio di deteriorare i rapporti con il partito. Cosimi lo sa benissimo: Paola Bernardo gode della piena fiducia di una buona parte del Pd, che alle ultime amministrative voleva candidarla come capolista, e Di Rocca e De Filicaia non gradirebbero affatto un suo siluramento dopo aver già perso Claudio Ritorni, altro punto fermo del partito nella giunta comunale. Insomma, il partito ha perso, o sta perdendo, due dei suoi alfieri. E in malo modo.
Voci ben informate nel Pd parlano infatti di una Bernardo furiosa: si è sentita tradita da Cosimi, tirata in ballo troppe volte in questa vicenda. Si dice poi che Cosimi fosse a conoscenza da tempo della variante urbanistica dell'ippodromo e che avrebbe incoraggiato Ritorni ad andare avanti. Salvo poi tirarsi indietro quando le polemiche si sono abbattute sul provvedimento. A quel punto, sussurrano i compagni, Ritorni avrebbe preso la palla al balzo per rassegnare le dimissioni. Meglio cadere in piedi in vista del prossimo giro: non si sa mai, affondasse la barca...
Quando sabato gli assessori si sono riuniti intorno al tavolo, Cosimi e Bernardo non si sono scambiati neppure uno sguardo. Gelo e facce tirate. Ad alcuni colleghi, l'assessore all'urbanistica avrebbe detto di avere già pronta la valigia. Altri assessori sarebbero disposti a farsi da parte. Circolano i nomi, per esempio, di Mario Tredici e Giovanna Colombini. «Sono due che hanno autonomia di pensiero, non sono legati troppo ai partiti e non hanno gradito per niente questa uscita del sindaco...», ripetono dal quartier generale di via Donnini. Ma si vocifera anche di frizioni tra sindaco, Cristiano Toncelli e Maurizio Bettini. Il rischio è che Cosimi resti su una barca senza marinai.
Ecco perché la direzione del Pd lo ha "invitato" caldamente a presentarsi stasera a un incontro con il segretario comunale e con quello territoriale. «A che ore e dove? Decida lui, appena tornerà da Milano....». Dove il sindaco è impegnato con l'Anci. Ma sempre oggi, nel tardo pomeriggio, Cosimi ha in agenda un incontro col gruppo consiliare Pd. Probabile che il vertice slitti alla sera. Di certo c'è che a Di Rocca e a De Filicaia non è piaciuta affatto la gestione di questa crisi di giunta: non sapevano, ad esempio, che il sindaco avrebbe commissariato la squadra di governo. Di qui la richiesta urgente di un confronto, a cui Cosimi ha detto che non si sottrarrà. Pronto anche a farsi da parte se non dovesse più sentire la piena fiducia del partito. Ma andare alle elezioni anticipate sarebbe pericoloso per lo stesso Pd. Vedremo...
E gli assessori non l'hanno affatto presa bene: quelle parole suonano come una sfiducia generale (mantengono le deleghe senza però poter esercitare a pieno le loro funzioni) e di conseguenza tutti si sono sentiti improvvisamente sotto esame. Una situazione molto scomoda, che durerà almeno fino a sabato prossimo, quando il sindaco dovrebbe annunciare il sostituto di Ritorni e gli eventuali nuovi assetti di governo. Ma c'è già chi ha fatto sapere di non gradire per nulla l'atteggiamento del sindaco - che evidentemente deve aver messo in preventivo questo rischio quando ha deciso il "congelamento" - e di essere pronto ad andarsene. Magari sbattendo la porta.
Le dimissioni di Paola Bernardo, per esempio, sono già sulla scrivania di Alessandro Cosimi che si è preso un po' di tempo per riflettere: perdere l'assessore all'urbanistica in piena fase di revisione del piano strutturale potrebbe avere conseguenze pesantissime, e poi c'è il rischio di deteriorare i rapporti con il partito. Cosimi lo sa benissimo: Paola Bernardo gode della piena fiducia di una buona parte del Pd, che alle ultime amministrative voleva candidarla come capolista, e Di Rocca e De Filicaia non gradirebbero affatto un suo siluramento dopo aver già perso Claudio Ritorni, altro punto fermo del partito nella giunta comunale. Insomma, il partito ha perso, o sta perdendo, due dei suoi alfieri. E in malo modo.
Voci ben informate nel Pd parlano infatti di una Bernardo furiosa: si è sentita tradita da Cosimi, tirata in ballo troppe volte in questa vicenda. Si dice poi che Cosimi fosse a conoscenza da tempo della variante urbanistica dell'ippodromo e che avrebbe incoraggiato Ritorni ad andare avanti. Salvo poi tirarsi indietro quando le polemiche si sono abbattute sul provvedimento. A quel punto, sussurrano i compagni, Ritorni avrebbe preso la palla al balzo per rassegnare le dimissioni. Meglio cadere in piedi in vista del prossimo giro: non si sa mai, affondasse la barca...
Quando sabato gli assessori si sono riuniti intorno al tavolo, Cosimi e Bernardo non si sono scambiati neppure uno sguardo. Gelo e facce tirate. Ad alcuni colleghi, l'assessore all'urbanistica avrebbe detto di avere già pronta la valigia. Altri assessori sarebbero disposti a farsi da parte. Circolano i nomi, per esempio, di Mario Tredici e Giovanna Colombini. «Sono due che hanno autonomia di pensiero, non sono legati troppo ai partiti e non hanno gradito per niente questa uscita del sindaco...», ripetono dal quartier generale di via Donnini. Ma si vocifera anche di frizioni tra sindaco, Cristiano Toncelli e Maurizio Bettini. Il rischio è che Cosimi resti su una barca senza marinai.
Ecco perché la direzione del Pd lo ha "invitato" caldamente a presentarsi stasera a un incontro con il segretario comunale e con quello territoriale. «A che ore e dove? Decida lui, appena tornerà da Milano....». Dove il sindaco è impegnato con l'Anci. Ma sempre oggi, nel tardo pomeriggio, Cosimi ha in agenda un incontro col gruppo consiliare Pd. Probabile che il vertice slitti alla sera. Di certo c'è che a Di Rocca e a De Filicaia non è piaciuta affatto la gestione di questa crisi di giunta: non sapevano, ad esempio, che il sindaco avrebbe commissariato la squadra di governo. Di qui la richiesta urgente di un confronto, a cui Cosimi ha detto che non si sottrarrà. Pronto anche a farsi da parte se non dovesse più sentire la piena fiducia del partito. Ma andare alle elezioni anticipate sarebbe pericoloso per lo stesso Pd. Vedremo...
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