Gioco
Lascia lassemblea dopo il pasticcio Limoncino. Bufalini: «Meglio per tutti». Ma Di Rocca lo difende
E in Provincia se ne va Campioni
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Valerio Campioni si è dimesso da consigliere provinciale del Pd Era finito nella bufera perché consulente della società Bellabarba
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LIVORNO. Dopo mille polemiche per i suoi incarichi da consulente e una serie di incontri con i vertici del Partito Democratico, il rappresentante del Pd, Valerio Campioni, ha lasciato il consiglio provinciale. La sua lettera di dimissioni, come confermato dal presidente dell'assemblea, Fabio Di Bonito (Pd), è stata protocollata ieri mattina di buon ora a Palazzo Granducale. Le dimissioni, in realtà, erano nell'aria già da qualche settimana. Campioni, proveniente dal mondo di Legambiente ed esperto di rifiuti (già consulente della Rari e della Lonzi Metalli), è da tempo consulente della società Bellabarba, che ha ottenuto dalla Provincia l'autorizzazione per realizzare una discarica di rifiuti speciali, inerti sul monte la Poggia. Discarica che nell'ultimo anno ha scatenato una vera e propria bufera politica, oltre che amministrativa. Campioni ha presieduto la commissione ambiente di Palazzo Granducale fino a due anni fa. Poi si è dimesso lasciando il posto in commissione al capogruppo democratico Elis Bufalini, mentre il dipietrista Andrea Bogi è diventato presidente. Questa è prorio la commissione che, con Bogi presidente, ha prodotto una relazione choc (poi portata in Procura da Kutufà) sulla discarica. «Ho iniziato la consulenza per Bellabarba quando l'atto era già stato firmato - ha ripetuto al Tirreno nei giorni scorsi Campioni - e comunque né in commissione né in consiglio e neppure durante le riunioni di partito ho mai parlato della discarica». Ma la polemica sul conflitto di interessi è stata inevitabile, soprattutto dopo che anche un altro democratico (Simone Bartoli) ha lasciato il partito per curare l'immagine della stessa società. Ieri, dopo un periodo di vacanza, il consigliere ha scelto di dimettersi. Lo ha fatto dopo avere informato il presidente Giorgio Kutufà e i vertici del partito: il capogruppo Bufalini e il segretario Filippo Di Rocca. «Continuerà a dare un valido contributo al partito - lo difende Di Rocca - è una persone valida e perbene. A mio avviso è stato oggetto di strumentalizzazione politica per il lavoro che svolge». Diversa la risposta del capogruppo Bufalini: «È una questione di opportunità.Ne abbiamo parlato a lungo, per lavorare più serenamente tutti, sia per il partito che per lui, era la cosa più giusta da fare».
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