Il Tirreno

Livorno

Rossignolo conferma Livorno «E' l'unico punto fermo» E lunedì partono i corsi

Cristiano Meoni
Gianluca Rossignolo con il padre Gianmario a Palazzo Chigi durante la presentazione della Deauville
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Gianluca Rossignolo con il padre Gianmario a Palazzo Chigi durante la presentazione della Deauville

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 LIVORNO. Un fatto c'è: la De Tomaso ieri ha comunicato ai sindacati che lunedì cominceranno i corsi di formazione del personale. Inizieranno gli 8 "tutor" saldatori, per poi essere seguiti, la settimana successiva, da tutti gli altri ex lavoratori Delphi impiegati nella produzione della "Deauville".  I fatti si fermano qui, ed è già abbastanza rispetto alle pessime notizie dei giorni scorsi (Rossignolo che passa la mano a un misterioso indiano, lo sfratto intimato per lo stabilimento di Grugliasco).  FATTI E PAROLE  Per il resto ci sono le parole di Gianluca Rossignolo, con cui abbiamo potuto parlare ieri pomeriggio per una ventina di minuti. Rassicuranti per Livorno, ma pur sempre parole che andranno verificate con i fatti a partire dai prossimi giorni. «Comunque vada - dice il figlio di Gianmario - il sito di Livorno non è in discussione. I componenti che verranno dagli Stati Uniti in qualche posto dovremo assemblarli e a Livorno abbiamo tutto: il capannone, le maestranze, il sostegno della Regione e degli enti locali. Le incertezze, semmai, riguardano il sito produttivo dove sarà fatta la carrozzeria e la finitura». Torino cioè. Ma c'è un piano b che prende quota in queste ore: se salterà Torino - dove Rossignolo ha ricevuto lo sfratto per il capannone di Grugliasco - De Tomaso potrebbe sostituirlo con lo stabilimento di Termini Imerese che la Fiat lascerà il 31 dicembre. Il 7 settembre sarà assegnato lo stabilimento e De Tomaso, fra i pretendenti, è quello in pole position. IL SOCIO INDIANO  Rossignolo non nega che ci saranno novità negli assetti proprietari della De Tomaso: l'ingresso di un nuovo socio di maggioranza, che apporterà liquidità ma vorrà decidere le strategie industriali. Un fondo indiano? O comunque un partner indiano? Rossignolo non è autorizzato a farne il nome, «siamo vincolati a un patto di riservatezza». Una riservatezza che potrebbe celare un ultimo bluff per convincere la Regione Piemonte a dare i soldi? «No, il socio c'è, la prossima settimana saprete tutto. Gli accordi sono già stati definiti». LE GRANE A TORINO  Rossignolo ha chiesto soldi e impegni alla Regione Toscana e agli enti livornesi e, seppur a fatica, li ha avuti. Ha chiesto le stesse cose alla Regione Piemonte e ha avuto la sfortuna di incappare in un "regime change", un cambio di maggioranza e di uomini: quelli che avevano concesso persino troppo (il centrosinistra, guidato da Mercedes Bresso) non ci sono più, ora comandano quelli che erano all'opposizione (il centrodestra del leghista Roberto Cota) che non sono disposti a dare quanto era stato promesso dal centrosinistra. «Siamo stati chiamati dalla precedente giunta regionale per salvare la Pininfarina e i suoi 900 dipendenti. Lo abbiamo fatto, ma la Regione non ha poi confermato la sua quota parte di investimenti. Questi soldi, dunque, abbiamo dovuto cercarli altrove. Abbiamo trovato un investitore. Lui mette i soldi, ma vuole avere voce in capitolo sulle decisioni». Per esempio: perchè insistere su Torino, dove non abbiamo finora trovato i necessari sostegni, quando in Sicilia ci fanno ponti d'oro? TORINO O TERMINI  Livorno è il punto fermo, con Torino che a questo punto è in ballottaggio con Termini Imerese. Si dice, addirittura, che Gianmario Rossignolo in uno dei suoi scoppi d'ira si sia lasciato sfuggire anche un «ora portiamo tutto a Livorno». «Non è così. Come non è vero che il nostro socio è interessato solo al marchio De Tomaso e vuole portare la produzione all'estero - dice Rossignolo - La forza di De Tomaso è il made in Italy. Qualcuno forse comprerebbe una Ferrari fatta in Cina? Piuttosto - ammette - abbiamo allacciato un discorso per penetrare commercialmente quei mercati». ORA I CORSI  Cosa si sente di dire ai lavoratori livornesi, sballottati tra una notizia negativa e l'altra? «Non devono temere niente. La Toscana e Livorno sono stati corretti nei nostri confronti e saremo riconoscenti. E comunque la migliore risposta è che lunedì partono i corsi».

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di Redazione web