Il Tirreno

Livorno

Emergenza igiene alle Sughere, aiuti della Coop

Giorgio Carlini
Solimano, Cantù e Pini davanti al carcere di Livorno
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Solimano, Cantù e Pini davanti al carcere di Livorno

Consegnati centinaia di spazzolini, dentifrici e saponi per i detenuti del carcere

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 LIVORNO. Cinquecento76 spazzolini; 600 dentifrici; 784 confezioni di carta igienica, 576 di sapone liquido. Questo il materiale consegnato ieri mattina al carcere delle Sughere, per far fronte all'emergenza igienico-sanitaria che sono costretti a vivere molti detenuti nella casa circondariale.  Un gesto di solidarietà collettivo, cui hanno partecipato Unicoop Tirreno, rappresentanti politici, e associazioni di volontariato (comunità di Sant'Egidio, Arci, Caritas). L'operazione è nata da un'idea del garante dei detenuti, Marco Solimano, e del senatore Pd Marco Filippi. Dopo l'ultima visita al penitenziario hanno sollecitato Unicoop Tirreno, che ha risposto positivamente.  L'iniziativa vuole denunciare le condizioni di degrado che rendono inaccettabile la qualità della vita dei detenuti. Ma non è solo simbolica, perchè la quantità di materiale donato è fondamentale per coloro che non hanno la possibilità economica di permettersi beni di prima necessità.  «Più volte abbiamo denunciato i problemi del carcere - spiega Solimano - sia per il sovraffollamento, sia per l'abbandono da parte del Ministero di giustizia».  «La situazione all'interno delle Sughere è drammatica - ricorda Filippi - non è possibile vivere in una stanza di 8 metri quadrati, dove in un metro ci sono dispensa, fornellino da cucina e latrina. È inaccettabile».  «La città di Livorno ha sempre sentito il carcere come cosa propria - aggiunge l'assessore Gabriele Cantù - Chi ha sbagliato deve pagare, ma la punizione dev'essere dignitosa. Le condizioni dei penitenziari, a mio avviso, sono la spia del livello di democrazia del paese. Tutto ciò deve far riflettere».  «La donazione di stamani - conclude Luigi Pini, consigliere d'amministrazione di Unicoop Tirreno - non vuole essere "una tantum", ma l'inizio di un impegno costante, che coinvolga gli stessi detenuti. Stiamo lavorando a diversi progetti, per rispondere a una richiesta d'aiuto di persone che meritano condizioni di vita migliori».

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