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Bomba: gli evacuati andranno al Palasport
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Un finanziere di guardia e, a destra, la casamatta E' stata costruita la casamatta per proteggere l'ordigno da disinnescare
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LIVORNO. In attesa della riunione di martedì, quando verrò deciso il modo con cui verrà dissinnescata e spostata la bomba d'aereo trovata durante gli scavi del fosso di viale Caprera, si sono conclusi i lavori per costruire la casamatta dove verranno tolte le spolette. E intanto, in vista dell'evacuazione, la protezione civile ha deciso che per accogliere chi dovrà allontanarsi si utilizzerà il PalaLivorno. Per quanto riguarda la casamatta, si tratta di un ricovero provvisorio che si sta costruendo attorno all'ordigno, una bomba da 1.000 libbre, sganciata nella seconda guerra mondiale dai quadrimotori americani che prendevano di mira il porto e le strutture industriali di Livorno. Gli operai del cantiere dove è stata trovata la bomba hanno costruito una serie di pareti ed un tetto usando delle tavole di legno. Intorno è già stata scaricata una grossa quantità di sabbia con cui si sono coperti i fianchi ma anche il tetto della casamatta. Si tratta, come è ovvio, di un riparo per evitare che qualcosa possa colpire la bomba mentre si attende il suo disinnesco, ma anche una protezione nel caso malaugurato che possa esplodere. Una protezione che certo non potrà garantire la sicurezza della zona durante il disinnesco vero e proprio, che potrebbe avvenire tra sabato e domenica prossimi, 3 o 4 settembre, da parte degli artificieri del Genio di Piacenza, che hanno esaminato mercoledì la bomba. Questo vuol dire che quando gli esperti dell'Esercito lavoreranno intorno alla bombam, si dovrà sgomberare la gente che abita in zona. Il dilemma è quanto sarà grande la zona che dovrà essere sgomberata. Le ipotesi vanno da un raggio di un chilometro, che arriverebbe all'ospedale compreso, con 50mila persone coinvolte, oppure la metà, visto che gli edifici più vicini, in caso di incidente, schermerebbero quelli successivi, ipotesi che ridurrebbe il numero della gente da allontanare a 8mila persone circa. Oppure si potrebbe ridurre ulteriormente il raggio di sicurezza costruendo un riparo provvisorio, un muraglione in celloblock riempito di terra, alto una decina di metri, che facesse scudo all'abitato ed eventualmente deflettesse l'onda d'urto, riducendo ancora il numero dela gente da allontanare da casa. In quest'ottica, comunque, la protezione civile comunale si sta organizzando per l'accoglienza alla gente da evacuare. Come prescrive la legge per questi casi, chi dovrà lasciare la propria abitazione, dovrà avere a disposizione un posto dove poter stare, con la possibilità di sedere. Il luogo è stato individuato nel PalaLivorno di Porta a Terra, dove verrà organizzata l'accoglienza per chi dovrà allontanarsi da casa durante il disinnesco.
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