Gioco
La paura di 3 livornesi a Washington
«Il terremoto mentre eravamo al museo»
Giorgio Carlini
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LIVORNO. Scampata la paura, devono aver pensato di avere avuto il colmo della sfiga, per essersi trovati nel bel mezzo dell'evento che ha scosso, è proprio il caso di dirlo, gli Stati Uniti d'America. Gianluca Geri, Alessio Serenari e Dianora Francalacci (rispettivamente di 35, 33 e 25 anni), stanno facendo una vacanza itinerante negli Usa, ed erano a Washington D.C. quando c'è stato il terremoto più forte mai registrato sulla costa atlantica americana. Martedì, i tre amici erano all'interno dell'Air and Space Museum, che ha la più ampia raccolta di aerei e astronavi del mondo. Stanno ammirando le meraviglie dell'aeronautica spaziale quando, poco prima delle 14 ora locale (le 20 italiane) avvertono qualcosa di strano: tutto, intorno a loro, comincia a tremare. «Ero all'interno dell'Apollo 11 - racconta Alessio - e non ho capito cosa stava succedendo a causa dei rumori riprodotti dalla navicella». Gianluca crede invece che tutto sia dovuto al simulatore di volo che sta provando. Dianora è l'unica a realizzare cosa sta accadendo. In pochi secondi anche gli altri si accorgono che non stanno vivendo l'esperienza di un atterraggio lunare, ma qualcosa di più... naturale e pericoloso. È un terremoto di magnitudo 5.9, intensità mai registrata da quelle parti. La scossa dura pochi (ma interminabili) secondi. «La maggior parte delle persone si è fatta prendere dal panico - spiegano - sovraffollando le uscite di sicurezza per riversarsi nelle strade. Tutti gli edifici pubblici e i palazzi amministrativi sono stati evacuati. La città in pochi minuti si è paralizzata». Gli americani sono visibilmente scioccati e intimoriti, mentre i turisti stranieri mantengono il sangue freddo. Tra la popolazione locale, è evidente, è ancora troppo vivo il ricordo degli attentati dell'11 settembre. «Ma la paura è stata tanta anche perchè qui nessuno aveva mai vissuto un terremoto del genere». I ragazzi scendono in strada, nel parco di fronte al Campidoglio. Tutto è gestito con ordine: «C'erano molti addetti alla sicurezza, dotati di elmetti e giubbetti colorati per essere riconoscibili». Le migliaia di persone che si riversano in strada reagiscono in modo responsabile e con senso civico, rispettando gli ordini delle forze di polizia. Con il passare delle ore la città si tranquillizza, e già dalla sera stessa la situazione torna alla normalità. «A nostro avviso - concludono i ragazzi - l'allarmismo è stato maggiore della reale situazione di pericolo che il terremoto in sé ha rappresentato». Ieri i tre livornesi sono ripartiti per New York, tappa finale di un viaggio splendido. Seppur con qualche imprevisto. Di certo Gianluca, Alessio e Dianora, la visita dell'Apollo 11 non se la scorderanno mai.
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