Il Tirreno

Livorno

Livorno-Jelcz, il teatro che unisce popoli e culture

Maria Antonietta Schiavina
Pietro Cennamo
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Pietro Cennamo

Un palcoscenico per giovani europei nel segno del confronto. Sotto l’occhio inflessibile di Pietro Cennamo, patron del Festival, colui che quattro anni fa partì da Livorno. La prima del nuovo spettacolo

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JELCZ. Nel parco che circonda il Comune di Jelcz-Laskowice l’andirivieni inizia la mattina alle dieci e termina la notte verso le due: attori che provano ad alta voce, musicisti che accordano gli strumenti, tecnici che corrono di qua e di là per risolvere ogni problema. Sotto l’occhio inflessibile di Pietro Cennamo, il patron del Festival, colui che quattro anni fa partì da Livorno direzione Polonia, Bassa Slesia, per dare vita all’attività internazionale di Theatralia, con un percorso iniziato in punta di piedi e poi cresciuto anno dopo anno, fino a raggiungere Francia, Germania e Spagna, unendo saperi e culture differenti nel fantastico mondo del teatro. Un teatro giovane per i giovani, che quest’anno, con il festival Melodrama, ormai alla sua quarta edizione, raduna centoventi ragazzi provenienti da tutta Europa.

Giovani che parlano lingue diverse, che hanno abitudini diverse, ma che attraverso il teatro riescono a comunicare, a stare insieme, a crescere. “Molti mi chiedono perché non ho mai pensato di portare il festival in una città più grande e con strutture più preparate a questo tipo di eventi - dice Cennamo -. Ma io ho iniziato a lavorare con Jerzy Grotowski a Pontedera, una città industriale come Jelcz, e ho voluto seguire l’esempio del mio “maestro” che non pensò mai di andare a Firenze o in altre città”.

Cennamo martedì sera ha portato in scena - dopo aver dato la precedenza per la prima del festival ( 22 agosto) al giovane regista Jonathan Freschi, che ha diretto “ Paesaggio con argonauti” di Heiner Muller - il dramma “ Del Principe Constante”, uno degli spettacoli chiave del teatro del secondo Novecento, unendo sul palco una violoncellista e un’attrice (entrambe livornesi) Martina Benifei e Alessandra Carlesi, con quattro attrici e due attori spagnoli: tre di loro, Inma Pedrosa, Barbara Sanchez Vargas e Sergio Roman, verranno poi a Livorno per restarci un anno ospiti di Theatralia. E ieri mattina ha dato vita a un seminario sul “teatro e multilinguismo” cui hanno partecipato esperti e giornalisti di varie nazionalità.

“L’Europa è un continente fantastico, dove in appena tremila chilometri si possono incontrare decine di lingue, ma anche culture e tradizioni diverse -ha detto il regista rivolgendosi a un pubblico composto in gran parte da giovani il direttore artistico di Theatralia- e io ho sempre pensato che questa fosse una grande ricchezza, una possibilità d’incontro e di confronto, a patto però che queste culture si aprano con la reale voglia di mettere in comune il loro bagaglio di storia”. Un bagaglio che Pietro Cennamo sta cercando di trasferire nel teatro. Tentativo che - osservando questi giovani fino a ieri appartenenti a mondi distanti e diversi, che oggi stanno insieme, parlandosi anche senza parole, unendo sul palcoscenico, ma anche al di fuori le loro culture, divertendosi allegramente e semplicemente, senza riserve, senza paure, senza pregiudizi, senza barriere - si può, senza tema di smentita, considerare perfettamente riuscito.

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