Il Tirreno

Livorno

GLI SFOTTÒ TRA VOGATORI

«La nostra è una cantina esplosiva Ma qui c'è lo zampino del Borgo...»

In alto la bomba adagiata a due passi dalla chiesa di San Ferdinando dov’è in corso lo scavo del canale L’ordigno era sotto la storica cantina dei vogatori del Venezia: la vignetta di Claudio Marmugi e Tommy Eppesteingher
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In alto la bomba adagiata a due passi dalla chiesa di San Ferdinando dov’è in corso lo scavo del canale L’ordigno era sotto la storica cantina dei vogatori del Venezia: la vignetta di Claudio Marmugi e Tommy Eppesteingher

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LIVORNO. «Te lo immagini ora... le malelingue si metteranno tutte a dire che il Venezia vince perché piglia le bombe. Ma ecco la risposta: noi le bombe 'un si pigliano, si sotterrano!». Emiliano Fanelli, tra i canali che si affacciano sulla Venezia, non ha bisogno di grandi presentazioni: è un innamorato del Palio marinaro e dirigente, «da una vita», della cantina rossobianca, guidata da Gigi Suardi. Quella che per cinquant'anni ha vogato, cenato, litigato, festeggiato sulla bomba.  «Io l'ho sempre detto - scherza - questa è una cantina esplosiva. Il nostro antenato Ardito, parente dell'allenatore che ci ha portato alla vittoria dell'ultimo Palio, ripeteva sempre che "il Venezia non lo fermano nemmeno le bombe": detto, fatto».  Vogatori e dirigenti rossobianchi hanno cambiato sede operativa un anno fa, quando la cantina nata negli anni Sessanta è stata buttata giù per consentire la riapertura del fosso reale. In realtà si sono spostati solo di qualche metro, di fianco alla Fortezza Vecchia.  «Ora la bomba - ironizza Fanelli - andrà disinnescata: speriamo che non ci distruggano anche la seconda cantina: semmai ci spostiamo in Capraia, colonizziamo l'isola e allarghiamo la circoscrizione 2...».  Fuori dalla porta, sullo scalandrone i vecchi veneziani non trattengono la battuta. Perché lo sfottò, si sa, tra un remo e l'altro è di casa: «Sarà stato un attentato del Borgo Cappuccini, ma li abbiamo fregati anche questa volta». Di vero c'è che «i nostri babbi, quando hanno costruito la cantina, hanno buttato sottoterra quintali e quintali di cemento, tant'è che demolire la vasca è stata un'impresa. Menomale vai, sennò con tutte le gare che s'è vinto in mezzo secolo, a suon di salti s'era fatto scoppiare la Venezia...» J.G.

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