Gioco
Ordigno bellico nel fosso di viale Caprera
Ritrovato durante i lavori di scavi al nuovo fosso del Quartiere Venezia un residuato bellico: nelle vicinanze ci sono molte abitazioni e palazzi, che rischiano di essere evacuati. Sul posto è intervenuta la polizia e la Protezione Civile
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Allarme nel quartiere Venezia a Livorno: intorno alle 9,30, durante le operazioni di scavo della parte terminale del nuovo fosso del viale Caprera, è stato ritrovato un ordigno bellico, di dimensioni medio-grandi (alto un metro e venti e dal peso stimato di 500 chili) sicuramente residuato dell'ultima guerra mondiale. I lavori da parte degli operai sono stati subito interrotti: nelle vicinanze ci sono molti palazzi e case abitate.
A quanto sembra la bomba, ancora con la spoletta inserita, è rimasta per oltre sessant'anni sotto la vasca a remi della storica cantina del Venezia, costruita negli anni Sessanta, dove si svolgono da sempre gli allenamenti di canottaggio. La bomba si trovava a circa 3 metri di profondità sotto al circolo che è stato abbattuto alcuni mesi fa per consentire lo svolgimento dei lavori. E per questo motivo i radar non l'hanno mai individuata.
Si è appena concluso un incontro tra l'assessore Bruno Picchi, il capo della Protezione Civile Leonardo Gonnelli e i vertici di questura e prefettura: da Piacenza arriverà il nucleo di artificieri che dovrà disinnescare la bomba. Le ipotesi sono tre: spolettare (cioè rimuovere la spoletta) nel sito, per poi far brillare l'ordigno in mare o nelle cave. La seconda, "impacchettare" la bomba con la spoletta oppure, la terza, renderla inerte con una schiuma speciale e poi spostarla in mare o nelle cave. In ogni caso, potrebbe essere necessario un piano di evacuazione nel raggio di 500 metri, ovvero almeno 8-10mila famiglie. In pratica il cuore della Venezia. "Nessun allarmismo - dice l'assessore Picchi - stiamo monitorando la situazione, finchè non arriveranno gli artificieri". Il loro arrivo è atteso però entro il fine settimana.
Al momento la Protezione Civile sta provvedendo ad delimitare la zona perché persone e mezzi non si avvicinino al punto in cui si trova la bomba.
A quanto sembra la bomba, ancora con la spoletta inserita, è rimasta per oltre sessant'anni sotto la vasca a remi della storica cantina del Venezia, costruita negli anni Sessanta, dove si svolgono da sempre gli allenamenti di canottaggio. La bomba si trovava a circa 3 metri di profondità sotto al circolo che è stato abbattuto alcuni mesi fa per consentire lo svolgimento dei lavori. E per questo motivo i radar non l'hanno mai individuata.
Si è appena concluso un incontro tra l'assessore Bruno Picchi, il capo della Protezione Civile Leonardo Gonnelli e i vertici di questura e prefettura: da Piacenza arriverà il nucleo di artificieri che dovrà disinnescare la bomba. Le ipotesi sono tre: spolettare (cioè rimuovere la spoletta) nel sito, per poi far brillare l'ordigno in mare o nelle cave. La seconda, "impacchettare" la bomba con la spoletta oppure, la terza, renderla inerte con una schiuma speciale e poi spostarla in mare o nelle cave. In ogni caso, potrebbe essere necessario un piano di evacuazione nel raggio di 500 metri, ovvero almeno 8-10mila famiglie. In pratica il cuore della Venezia. "Nessun allarmismo - dice l'assessore Picchi - stiamo monitorando la situazione, finchè non arriveranno gli artificieri". Il loro arrivo è atteso però entro il fine settimana.
Al momento la Protezione Civile sta provvedendo ad delimitare la zona perché persone e mezzi non si avvicinino al punto in cui si trova la bomba.
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