Il Tirreno

Livorno

«Apriremo una sala ma per il parco non ci sono soldi»

L’assessore Tredici in visita nel parco con i commissari
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L’assessore Tredici in visita nel parco con i commissari

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 LIVORNO. La sala degli Archi potrebbe essere riaperta entro l'estate 2012. Ma di restituire il parco ai livornesi non se ne parla.  Poche settimane fa, il 9 giugno, la commissione cultura del Comune - presieduta da Lamberto Giannini (Sel) - ha varcato i lucchetti della Fortezza Nuova. Una trasferta servita a toccare con mano lo stato della struttura, capire qual è, se c'è, il futuro. È in quell'occasione che l'assessore alla cultura, Mario Tredici, ha ripetuto che «c'è un impegno chiaro da parte dell'amministrazione a riaprire la fortezza, nel più breve tempo possibile». Cosa significa? C'è qualcosa di concreto? «Ci sono 200mila euro - chiarisce oggi Tredici - sono già stati stanziati per riaprire almeno la prima parte, ovvero la sala degli Archi e le aree limitrofe».  «Gli uffici - continua - sono al lavoro, entro novembre presenteremo il progetto e assegneremo gli interventi: l'obiettivo è riaprire la sala a primavera». Anche perché, con la chiusura (causa ristrutturazione) dei Bottini dell'Olio, «servirà uno spazio espositivo per non avere buchi nella programmazione».  Il progetto è in fase di definizione e per i dettagli bisognerà attendere l'autunno. Ma in generale i 200mila euro servirano a ridurre l'umidità tra le volte della sala, rifare l'impianto di illuminazione e realizzare la pavimentazione sul retro, nel prato oggi degradato che si affaccia sulla galleria secondaria. Ci saranno anche da costruire una scalinata per il terrazzamento e una cancellata di separazione dal parco.  Già, perché il parco, quello sconfinato sul terrapieno, resterà chiuso. I livornesi si mettano l'anima in pace: almeno per ora, su quel fronte, non c'è niente di concreto. Ci sarebbero i Piuss, i Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile tirati in ballo mille volte e finanziati dalla Regione, insieme alla Comunità Europea. Il Comune, negli ultimi anni, ne ha presentato un bel pacchetto che va dalla ristrutturazione dei borghi allo Scoglio della Regina, passando per la Dogana d'acqua. Ma la fortezza è finita in coda, insieme a piazza XX Settembre. «Bisognerà attendere qualche anno - ammette Tredici - comunque abbiamo iniziato un percorso con la Regione: in ballo ci sono gli 800mila euro necessari a riaprire al pubblico anche il parco».  Ma cosa impedisce, oggi, di accedere al terrapieno? È la domanda che continua a fare il presidente della commissione cultura, Giannini. La fortezza, dopo una serie di alti e bassi, è stata chiusa definitivamente al pubblico («per motivi di sicurezza») nel gennaio del 2009: il sindaco Cosimi firmò l'ordinanza, tra mille polemiche, dopo una serie di raid vadalici. Furono danneggiate luci, cancellate, vetrate, le sale appena ristrutturate. Ma va detto che il declino - tra crolli, incuria, poche idee e costi da capogiro - è iniziato molti anni prima.  «Oggi - spiega Tredici - il problema è soprattutto legato alla sicurezza: dobbiamo garantire le vie di fuga. Per come sono messi i tunnel e i canali d'accesso, potrebbero stare dentro al massimo cento persone. La normativa dice questo...». Poi ci sono «i costi e le presenze da garantire (ad esempio i vigili urbani): ci vogliono circa 90mila euro l'anno. Sia chiaro che a settembre, con i tempi che corrono per i Comuni, bisognerà dirsi con chiarezza a cosa si è diposti a rinunciare...». E intanto la fortezza deve "accontentarsi" della sala degli Archi, aperta al pubblico l'ultima volta un anno fa, per festeggiare i 120 anni della Svs. E di un nuovo cancello: «Vogliamo spostarlo all'inizio del ponte che dà sulla Venezia, com'era nell'Ottocento».  Davanti ai consiglieri e ai microfoni di TuTv (su www.iltirreno.it) Tredici ha ripetuto che «è vero, avremmo dovuto muoverci prima, è un delitto lasciare chiusa una fortezza così bella. Ma il percorso di ristrutturazione, almeno per la prima parte, è stato fortemente condizionato dagli atti di vandalismo». Forse non la pensano allo stesso modo i movimenti che ogni anno, in occasione del primo maggio, occupano il pratone davanti agli scali delle Cantine. Si chiama Fortezza dal Basso, il grido è sempre lo stesso: «Mura libere». Si tratta di capire come. Tenendo presente che le strutture di fianco alla sala degli Archi (l'idea è di farci un ristorante) potrebbero andare a gara. Ma il bene è demaniale. E la faccenda, come se non bastasse, si complica... J.G.

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di Redazione web