Il Tirreno

Livorno

Sel frena Cosimi: «Basta con le varianti»

Juna Goti

Chiesto un vertice di maggioranza per i due maxi-edifici nel parco dell'ippodromo

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LIVORNO. «Basta a ogni tipo di variante urbanistica: prima di discutere in giunta la delibera sul parco della Ceschina, il sindaco convochi una riunione della maggioranza». Ad alzare per primo la cornetta (e i toni) è il segretario di Sinistra Ecologia e Libertà, Andrea Ghilarducci. Al centro della polemica c'è la variante che sbarcherà fra pochi giorni sul tavolo dalla giunta comunale e che, se andrà a segno, permetterà la realizzazione di due edifici di massimo 5mila metri quadri (l'idea è di costruire una spa e una foresteria, o uno chalet) nel parco che si affaccia sui bagni Fiume, all'angolo tra il viale Italia e via dei Pensieri. L'area sarebbe poi inserita, a fine anno, nel bando di gara per la gestione dell'ippodromo.

«Ci sembra improprio - riprende il vendoliano - che ci si avvii a fare scelte del genere con il piano strutturale da redigere. Il ragionamento sull'ippodromo e sulla Cittadella dello Sport si può, anzi si deve fare, ma all'interno del piano: basta con le varianti, il sindaco convochi la maggioranza prima della giunta».  Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo di Sel in Comune, Lamberto Giannini, che annuncia: «Farò opposizione netta. Quella dell'ippodromo e della Ceschina è un'area bellissima e l'unica cosa che ci viene in mente è una beauty farm? Non mi sembra che la città ne senta un grande bisogno, comunque sarebbe redditizia solo per il gestore privato. Il privato non può dettare legge, bisogna tornare a una politica di sinistra».  Giannini presiede la settima commissione che si è riunita più volte con l'assessore allo sport, Claudio Ritorni.

C'è stata anche una "trasferta" dei commissari nel parco. «Ma di questa variante - tuona Giannini - non ci è stato detto niente. Semmai si è parlato di realizzare uno spazio di aggregazione per i giovani. E non servirebbero certo 5mila metri metri quadri...».  Il capogruppo di Idv, Andrea Romano, questa volta è attendista: «Non abbiamo visto niente, aspettiamo di conoscere gli atti e di parlare con il nostro assessore. Siamo corretti, noi...». E la convocazione della maggioranza prima della giunta? «Lasciamo che sia il sindaco a decidere, comunque discuteremo quando avremo in mano le carte».

E il Pd che dice? Il capogruppo dei democratici, Massimo Gulì, sottolinea che «l'assessore Ritorni, per quanto riguarda la Cittadella dello Sport e nello specifico ippodromo e Ceschina, ha fatto un percorso corretto e coerente nei confronti della commissione. Ci ha informati anche con visite all'interno del parco e si è impegnato a riferire ai consiglieri cosa sarebbe accaduto passo dopo passo».  «Per questo - sterza - ci aspettiamo un nuovo passaggio in commissione prima che la questione entri nel merito...». Proprio come chiede il vicesindaco Gianfranco Lamberti (a fianco). 

Il segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia, dice che «per me quell'area deve essere resa appetiile, è evidente: non si può pensare che un privato venga a investire se non ci sono le occasioni». «Filosoficamente - chiosa - anch'io sono contrario alle varianti. Ma le forze di maggioranza non mi vengano a dire che non sapevano. Non ci prendiamo in giro, c'è stato più di un passaggio in giunta: i loro assessori dov'erano?».  De Filicaia fa però anche sapere che «viste le ultime vicissitudini, con un partito che ha chiesto sulla stampa la verifica di mandato, la maggioranza va convocata. Si parlerà anche della variante». Un passaggio che anticiperà gli incontri previsti non solo con gli "alleati", ma anche con le forze centriste (già da oggi) e la Federazione della sinistra, in vista della conferenza programmatica di fine ottobre.

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