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Livorno

È morto Osvaldo Ferrini: addio al grande vecchio del ciclismo italiano

È morto Osvaldo Ferrini: addio al grande vecchio del ciclismo italiano

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 LIVORNO. Ciclismo in lutto, a Livorno, in Toscana e in tutta Italia, per la scomparsa di Osvaldo Ferrini, il "grande vecchio" della federazione ciclistica, l'uomo cui, sebbene non rivestisse più cariche federali, tutti si rivolgevano ancora quando c'era da chiedere un parere su cose importanti.  Ferrini, che avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 20 settembre, è stato per dieci anni vicepresidente vicario della federazione ciclistica italiana, l'uomo che ha vissuto alcuni dei momenti più belli del pedale italiano, nasti pensare al doppio record dell'ora di Francesco Moser, nel gennaio del 1984, ma anche l'implcabile accusatore del doping e delle scorciatoie per vincere, cose che che lui, che aveva sempre creduto nel ruolo sociale dello sport, assolutamente non poteva accettare.  Osvaldo Ferrini si è spento ieri mattina in ospedale, per le conseguenze della frattura del femore avvenuta qualche settimana addietro nella sua abitazione di via Amendola, nel quartiere di Corea. Quella casa in una zona popolare dove si era trasferito da Montenero e dove era sempre voluto rimanere a dispetto della carriera professionale e di dirigente sportivo.  Ferrini infatti aveva lavorato come funzionario in Comune, dirigendo gli impianti sportivi e mettendo la sua firma professionale anche sulla realizzazione di alcune delle più importanti strutture sportive livornesi come in tanti piccoli centri nei diversi quartieri.  Ferrini, che era sposato con la signora Wilma, lascia tre figli, Donatella Valter e Grazia. Non appena la notizia si è sparsa, la Federazione ha diffuso un comunicato firmato dal presidente della Fci, Renato Di Rocco, in cui si ricorda la «guida illuminata del ciclismo toscano e nazionale», ricordando il suo impegno per ospitare i mondiali in Toscana e la sua strenua lotta contro il doping.  E quella per un ciclismo pulito è stata forse la battaglia più dura di Ferrini, un uomo che sapeva conciliare la fede, con una devozione particolare alla Madonna di Montenero, con uno schietto ideale comunista, e che aveva sempre visto nello sport e nel ciclismo in particolare, un'occasione di crescita e di riscatto anche per i ragazzi che venivano da situazioni difficili.  Nel 1993 gettò un sasso, ma sarebbe meglio dire un macigno, nello stagno, affermando che «nel nostro sport il 60 per cento dei praticanti utilizza il doping». Ferrini denunciò tutto, a partire dalle società che distribuivano medicinali ai ragazzini ad altro ancora. Ma non trovò solidarietà, nemmeno nelle regioni "rosse" da dove se la sarebbe aspettata, salvo poi avere in seguito un amaro riconoscimento: «Alla fine ho avuto ragione - disse alla figlia Donatella - ma non mi fa certo piacere».  Ferrini amava di più ricordare la grande impresa di Moser a Città del Messico, che lui visse col cuore in gola dalla tribuna accanto al ct della nazionale di calcio, Enzo Bearzot, o i momenti di quando, nel dopoguerra, guidava la "sua" squadra, il Gs Montenero.  Una cosa curiosa: quest'uomo, il cui amore per il ciclismo era enorme, non sapeva andare in bici. «Una volta ho mi hanno prestato una biciletta - raccontava ai figli - e sono sceso sulla Panoramica di Montenero: per evitare un barroccio (erano i tempi anteguerra ndr) sono finito sugli aghi di pino al e ho rischiato di ammazzarmi. Basta, da allora solo a piedi».  Ieri sono venuti a rendere omaggio alla salma il presidente provinciale Fci, Luca Casini - «Se ne va un mito, un uomo che ha fatto davvero tanto per il ciclismo a tutti i livelli», ma anche i genitori di Paolo Bettini, il ct della nazionale di ciclismo. «Paolo è all'estero impegnato per la nazionale e non è potuto venire - ha spiegato Giuliano Bettini - ma anche lui avrebbe voluto rendere omaggio ad un personaggio che, per il nostro sport, è stato un gigante».  I funerali stamani: la salma alle 10,30 partirà dall'obitorio dell'ospedale, dove è stata allestita la camera ardente, per il cimitero della Misericordia dove si svolgerà la cerimonia funebre. R.C.

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di Redazione web