Il Tirreno

Livorno

Una beauty farm al posto del parco

Juna Goti
Una beauty farm al posto del parco

Nel bando per la gestione dell'ippodromo spunta una variante urbanistica

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LIVORNO. Sorpresa sotto il solleone d'agosto. Mercoledì la giunta comunale discuterà una delibera che riguarda da vicino l'area dell'ippodromo e più in generale l'annunciata Cittadella dello Sport. Ovvero i 47 ettari (con dieci impianti sportivi) racchiusi tra viale Italia, via dei Pensieri e piazzale Montello, che nelle intenzioni dell'amministrazione dovrebbero trasformarsi in un vero e proprio spazio tutto sport e verde, chiuso alle auto.  Prima, però, c'è da mandare a gara l'ippodromo. Ed ecco il colpo di scena: nella delibera che arriverà in settimana sul tavolo di sindaco e assessori, si ipotizza una variante al regolamento urbanistico che dovrebbe permettere la trasformazione di una parte del parco della Ceschina (quello compreso tra viale Italia e via dei Pensieri, davanti ai bagni Fiume), con la realizzazione di due edifici per una superficie di 5mila metri quadri.

Una spa con chalet nel bosco?
Se la delibera dovesse spuntarla, due fette di parco (all'altezza della torretta in fase di restauro davanti ai Fiume) sarebbero quindi trasformate da area a verde ad area per attività di supporto alle imprese: stando alle prime indiscrezioni, l'idea è di costruirci sopra un centro benessere e uno chalet (o foresteria).  Come? La variante sarebbe pubblico su pubblico: in pratica il Comune metterebbe mano agli strumenti urbanistici con l'ennesima "aggiustatina", per poi inserire l'area nel pacchetto del Caprilli, da mandare a gara europea entro fine anno.  Significa che a quel punto, chi vincerà il bando si troverà a gestire non solo gli edifici e l'anello dell'ippodromo, ma anche il parco (acquistato dal Comune nel 1998) e le due possibili strutture, da realizzare e tenere in concessione per un congruo periodo di tempo. Insomma, un buon affare.

Previsto anche un parcheggio.
Nello stesso pacchetto sarà inserito un parcheggio da circa 250 posti (e anche di questo si parlerà mercoledì in giunta) da inventare dentro al Caprilli. Alla struttura si dovrebbe poter accedere dal viale Italia anche quando non sono previste attività strettamente legate all'ippica, in modo da alleggerire la fame di parcheggi sul lungomare.  

Ma in giunta sarà fuoco e fiamme.
Ufficialmente lo sconfinamento di lusso nella Ceschina è stato pensato per rendere più appetibile un'area, quella dell'Ippodromo, che dovrà andare a gara in un momento non proprio brillante per il mondo dell'ippica, non solo a Livorno. Basta pensare al cammino tortuoso della Labronica Corse e all'altrettanto tortuoso cammino per trovare un gestore provvisorio (poi individuato nell'Alfea di Pisa) dopo la messa in liquidazione della società (che ha una ventina di dipendenti).  Ma non tutti, in giunta, sembrano essere così d'accordo. Anzi. A Palazzo Civico si prevede che la seduta di giunta sarà molto tesa. Perché è bastata qualche tefonata per capire che in molti, tra gli assessori, temono eccome l'effetto "politica delle varianti". Variante abitare sociale, variante Gran Guardia, variante Cittadella dello Sport, Ippodromo o Ceschina, che dir si voglia. Tutto mentre sono ancora in corso le procedure per l'assegnazione del nuovo Piano strutturale. «Vietato svendere le nostre aree», è stata la frase più ricorrente. Perché se è vero che gli spazi resterebbero a tutti gli effetti pubblici, è vero anche che al privato sarebbe permesso di costruire in pieno parco. Un piccolo angolo di paradiso che, per la verità, è chiuso da anni e praticamente sconosciuto alla maggior parte dei livornesi. 

Ennesimo tour de force in consiglio. Anche se la giunta concedesse il via libera, il consiglio dovrebbe poi adottare e approvare la variante entro dicembre. A fine anno scadrà, infatti, la gestione del Caprilli affidata in via provvisoria alla pisana Alfea e il Comune dovrà avere pronto il nuovo bando di gara, quello definitivo. Niente variante urbanistica vorrebbe dire niente Ceschina sul piatto dell'Ippodromo. Con investimenti privati ben diversi.  C'è anche un altro punto. Nei piani del Comune la futura Cittadella dello Sport, pubblica, dovrebbe essere affidata a una società formata soprattutto dai gestori di stadio, piscine e, appunto, ippodromo. Così ecco che la faccenda si complica...

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di Redazione web