Il Tirreno

Livorno

Nel giorno dei giovani a Madrid penso al vescovo del dialogo con i ragazzi

Luca Lischi

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 Il sociologo Luca Lischi ricorda così la figura di monsignor Alberto Ablondi.  Il 21 agosto di un anno fa monsignor Alberto Ablondi, il vescovo del dialogo e dell'ascolto, iniziava il nuovo cammino verso il Signore. La sua morte è sopraggiunta dopo giorni di sala rianimazione. Con una comunità livornese presente al suo capezzale. Ore e ore di ansia e preoccupazione per l'aggravarsi della sua condizione. Un lento consegnare la vita al "nuovo mattino". Come lento era il suo camminare, costretto da una malattia che si insinua con prepotenza nella vita. Ma che comunque lui ha affrontato e vissuto appieno anche nella sofferenza.  Il 21 agosto ha lasciato questa vita terrena, in un giorno importante che nel calendario ricorda il papa Pio X, un Papa che amava intensamente i Salmi. Così come li amava e li proponeva monsignor Ablondi, anche negli ultimi incontri con le persone a lui più vicine. Perché, pur nella fatica del parlare e del parlare "del più e del meno", c'era sempre anche il tempo per "il più della preghiera" magari proprio con alcuni versi di un salmo. Ablondi come Sant'Agostino «sentiva in tutti i salmi la voce di Dio che esultava e che gemeva, che si allietava nella speranza o che sospirava la meta».  E ancora più significativo è oggi, ad un anno di distanza, questo 21 agosto 2011: giorno in cui la Chiesa con il papa Benedetto XVI vive la celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid.  Centinaia di migliaia di giovani che si sono incamminati verso la capitale della Spagna e raccolti in una veglia a riflettere sul loro essere o non essere «radicati e fondati in Cristo».  Quale miglior modo, fratello vescovo, se non ricordarti attraverso questo evento che favorisce prima di tutto lo stare insieme. E costruisce esperienze intense di legami, di dialogo, di amicizie con i giovani e per i giovani. Tu che hai voluto ardentemente che la Chiesa di Livorno riflettesse il suo essere Chiesa attraverso l'indizione di un Sinodo "con e per i giovani". E come non ricordare la tua lettera ai giovani "Due passi... insieme" che ha favorito un colloquio epistolare con centinaia di ragazzi e ragazze desiderosi di dialogo e non di prediche.  Ecco, oggi 21 agosto il giorno dei giovani ti accompagna in questo primo anniversario. Un modo per riflettere su noi stessi, sul nostro modo di essere persone del dialogo fino a darsi agli altri ed essere così capaci di fecondare. Di portare letizia, di intessere amicizie, di sviluppare un servizio gratuito alla vita. Con un doveroso impegno ad andare a "passo d'uomo", riscoprendo il valore della lentezza, della sobrietà, della calma e soprattutto dell'ascolto. Quel passo d'uomo che ti ha accompagnato tra migliaia di persone.  «Quanto ho pianto al sentire gli inni e i canti in tuo onore, vivamente commossi dalle voci della tua Chiesa, che cantava dolcemente! Quelle voci vibravano nelle mie orecchie e la verità calava nel mio cuore e tutto si trasformava in sentimento di amore e mi procurava tanta gioia da farmi sciogliere in lacrime» (S. Agostino).

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di Redazione web