Toscana
Ticket, la babele dell'autocertificazione
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In alto: la zona della ricetta rossa dove va scritto il codice del reddito o della esenzione Cosa fare per dribblare i guai, quali codici vanno scritti sulla ricetta rossa
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LIVORNO. Lasciamo perdere lo zibaldone di aneddoti su vecchiette che si presentano preoccupate in farmacia con la ricevuta della pensione sociale, signori che mettono sul banco la fotocopia del modello 730, mamme che chiedono se possono detrarre il reddito della figlia. Benché le dichiarazioni Irpef non siano affidabilissime, è sacrosanta l'idea che la mazzata sui ticket sanitari si paghi in base al reddito. Solo che, come racconta l'assessore Scaramuccia, il governo ha imposto il via immediato a mezz'agosto e il viaggio nei dettagli dell'autocertificazione diventa un arzigogolato dribbling fra i paradossi. Il doppio binario. Cominciamo dal fatto che il reddito familiare può essere comunicato in due modi: prendendolo dalla dichiarazione dei redditi o dalla attestazione Isee. Se lo prendiamo dalla dichiarazione dei redditi: non è una cifra già esistente ma la somma di quello che per i vari componenti della famiglia sta scritto nel rigo del "reddito complessivo" (quadro RN, prima cioè di sottrarre gli oneri deducibili e le varie detrazioni, comprese quelle per carichi familiari e spese edilizie). Se lo prendiamo dall'indicatore Isee: l'attestazione Isee è quell'"indicatore equivalente" che ricalcola la "ricchezza" della famiglia mettendo nel conto non solo il reddito anche Bot, azioni, eventuali affitto o mutuo casa residuo, conti correnti, Ici e poi dividendo per un parametro in base al numero dei componenti della famiglia. Beninteso, non è una semplice somma bensì un complicato bilanciamento di cifre, coefficienti e percentuali: ma non lo deve fare il singolo cittadino bensì, ad esempio, il Caaf di fiducia. Per averne un'idea: si può utilizzare il calcolo web dell'Inps (www.inps.it/servizi/isee/simulazione/simulazionecalcolo.asp). Il calcolo non basta. Occhio, non è sufficiente presentarsi in farmacia con la stampata della pagina web. L'autocertificazione vale per il reddito familiare fiscale, per l'Isee invece va presentata l'attestazione ufficiale. Due "metri" differenti. Le fasce di reddito sono articolate in scaglioni con cifre identiche sia che si utilizzi come "metro" il reddito Irpef sia che si adoperi l'attestazione Isee. Eppure si tratta di due "metri" alquanto differenti l'uno dall'altro: per dirne una, a una famiglia con almeno due figli piccoli, buon mutuo sulle spalle e risparmi limitati potrebbe capitare di scendere nella categoria inferiore (e dunque pagare meno) se identifica la propria fascia con l'attestazione Isee anziché con il reddito Irpef. Altro rebus. Se pensate che l'ingarbuglio sia finito qui, vi illudete. Tanto che si autocertifichi il reddito Irpef come se si presenta l'attestazione Isee, il modo con cui si comunica la propria fascia di reddito cambia a seconda che la ricetta del medico serva per acquistare un farmaco o per chiedere assistenza specialistica (visite, radiografie, esami). Quando si compra un farmaco. Sulla ricetta rossa, nelle sei caselle del "codice esenzione", tocca al cittadino scrivere la propria categoria di reddito. Dove? nelle ultime due caselle sulla destra vanno segnate le sigle che trovate nella tabella a fianco in base al livello di reddito autocertificato o Isee. E se si superano i 100mila euro? Non c'è da scrivere nulla, si paga il ticket più alto. Fin qui parliamo di scaglioni di reddito, ma esistono categorie che hanno diritto in quanto tali all'esenzione ticket. In questo caso il codice è di tre lettere: se cassintegrato ("Cig"), in mobilità ("Mob") o disoccupato ("Dis") dev'essere il cittadino a scriverlo nelle ultime tre caselle sulla ricetta rossa. Tocca invece al medico indicare - sempre nel "codice esenzione" ma nelle prime tre caselle a sinistra - un codice che va da "C01" a "C09", ad esempio, per invalidi, ciechi o affetti da patologie croniche ma anche infortunati sul lavoro. In ogni caso l'autocertificazione è resa valida dalla firma sulla ricetta. Quando si chiede l'assistenza specialistica. Invece di scrivere qualcosa sulla ricetta, bisogna presentare un modulo, simile ma differente a seconda che si voglia autocertificare il reddito o presentare l'attestazione Isee. Ma il modulo come si ha? E' scaricabile via internet dal sito del Tirreno oppure da quello della Regione. Poi si cambierà ancora. C'è da dire che tutto questo bailamme è destinato a cambiare prima della fine dell'anno. La Regione è intenzionata a modificare il modo con cui si ottiene l'esenzione: dal 1º dicembre saranno più i cittadini a autocertificare il reddito ma l'Asl a dare un "certificato nominativo di esenzione". Mauro Zucchelli ALTRO SERVIZIO A PAGINA 3
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