Il Tirreno

Livorno

Quando l'emozione diventa di tutti

Fabrizio Brancoli
Anna Lisa il giorno delle nozze con Andrea
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Anna Lisa il giorno delle nozze con Andrea

La pioggia di auguri e la sensazione di essere lì, nella chiesa dell'ospedale, con gli sposi

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Nella chiesa dell’ospedale, dietro l’ultima colonna, Giovanni segue in silenzio il matrimonio di quei due giovani. Giovanni ha percorso il corridoio esterno, si è tenuto lontano dagli invitati, ha osservato il rito, ha ascoltato le parole del sacramento e del cuore. Anna Lisa, al microfono, dice di sì ad Andrea. E Giovanni, che lavora nel reparto radiologia e che entrerà con il turno delle otto di sera, piange qualche lacrima. E' arrivato prima, apposta per guardare. E tutti noi siamo praticamente accanto a lui, dietro l'ultima colonna, alla fine del corridoio, commossi mentre gli sposi risalgono le scale dell'ospedale di Livorno verso la stanza dove è ricoverata la ragazza.

«Ho rivisto il mio matrimonio», scrive Giovanni di radiologia, e racconta che spontanea, in quel momento, gli è salita alle labbra una preghiera. Lo scrive alle 21,12 di mercoledì sul sito del Tirreno, tra le decine di messaggi piovuti in questi giorni, a commento della notizia delle nozze tra Andrea e quella ragazza ammalata di cancro. Emotivi, emozionati, tifosi convinti di un lieto fine: i lettori di un giornale, solitamente una costellazione di opinioni in contrasto tra di loro, si ritrovano davanti all'altare dove due giovani che decidono di promettersi tutto, per sempre, qualsiasi sia il "sempre" di questa storia.

"Commenta la notizia, fai gli auguri ad Anna Lisa e Andrea". Clic. Per qualche attimo, nasce, o torna, il senso della comunità. C'è qualcosa che spinge le persone a fermarsi e a dare qualcosa di sé, che sia una traccia o una carezza. Forse troppo breve per essere chiamata amicizia o solidarietà, eppure intensa a sufficienza per fare del bene ad Anna Lisa e a qualsiasi estraneo capitato su questa pagina web. C'è il sapore dei sentimenti. Riflessioni, messaggi, condivisioni e speranze. Basta scorrere le righe per registrare la frequenza, quasi musicale, di certe parole: domani, vita, auguri, amore. È come un battito cardiaco. Il senso della ricerca della felicità, dell'ordine naturale delle cose. Spesso leggi espressioni come «anche se non ti conosco», per dare più forza a quelle dediche. Poi la sfida al male: tanti «combatti», tanti «non arrenderti». E il valore della partecipazione, dello spalla a spalla sulla zattera dell'esistenza e del dolore: «purtroppo so che cosa vuol dire», «ho vissuto un'esperienza simile alla tua».

Le donne, soprattutto. Amiche improvvisate, amiche per un post ma con ogni possibile sincerità. Qualcuna rivolge un pensiero ad Andrea: «Quell'uomo mi rimette in pace con la categoria degli altri uomini...». Altre riflettono a voce alta: «quando si incontrano persone come te, il mondo ha un'altra luce». Anna Lisa li legge. Conversa con loro e con centinaia di altri come loro, anche sul suo blog, non omettendo la sofferenza, non risparmiando i momenti di sconforto e di preoccupazione, ma annunciando battaglia, orgoglio, voglia di farcela.

Le persone, i cosiddetti "altri", per una volta non invadono né disturbano. Forse, addirittura, servono. Non invitati, eppure mai respinti; anzi, accolti. Dietro l'ultima colonna, osservano il dolore e la felicità di una ragazza e un ragazzo. È un cuore che batte: domani, vita, auguri, amore. Domani. Vita.

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di Redazione web