Il Tirreno

Livorno

L'Idv chiede la verifica «Vogliono spingerci fuori ma non ci riusciranno»

Juna Goti
Da sinistra Andrea Romano, Luca Bogi, Lorenzo Del Lucchese: chiedono al sindaco una verifica di metà mandato
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Da sinistra Andrea Romano, Luca Bogi, Lorenzo Del Lucchese: chiedono al sindaco una verifica di metà mandato

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 LIVORNO. «Siamo a metà della corsa e su tre punti chiave (rifiuti, piano della mobilità e futuro delle partecipate) siamo ancora arenati. Vogliamo garanzie di ferro, altrimenti...». Altrimenti la squadra di governo, o meglio assessori e responsabili delle società partecipate, «va rivista». Senza usare troppi giri di parole, i vertici provinciali dell'Italia dei Valori - il capogruppo in Comune, Andrea Romano, il coordinatore provinciale, Luca Bogi, e il vicepresidente del consiglio, Lorenzo Del Lucchese (assente prevedibile, visti i malumori interni al partito, il vicesindaco Cristiano Toncelli) - chiedono al sindaco Cosimi una verifica di metà mandato, «per individuare gli aspetti dell'azione politico-amministrativa che versano in una situazione di maggiore sofferenza e determinare le opportune correzioni».  Sufficienza con riserva. Nessuno lo dice ufficialmente, ma dalle parole dei tre si capisce benissimo che a due anni dall'elezione, quella rifilata al sindaco, o meglio alla giunta, è una sufficienza con riserva. Passano «linee guida del piano strutturale, piano regolatore del porto, nuovo ospedale, bilancio». Rimandate a settembre politiche sui rifiuti, trasporto pubblico e gestione delle partecipate, «soprattutto alla luce del referendum contro le privatizzazioni voluto e vinto da Idv con movimenti, associazioni e forze sociali».  I dipietristi fanno tre richieste: 1) subito un «percorso chiaro per la ripubblicizzazione di Asa spa»; 2) «Comune, Aamps e Ato Costa applichino davvero la strategia Rifiuti Zero deliberata dal consiglio»; 3) sia presentato «in brevissimo tempo un piano straordinario della mobilità urbana». Nel documento non si parla di temi laceranti come rigassificatore, centrali a biomasse o discarica del Limoncino: «Sono rogne che abbiamo ereditato, la difficoltà di stare in maggioranza e gestire cose già decise è indubbia...».  «O così o si cambia». «Ma su questi tre punti - si legge nel documento presentato da Idv - chiediamo impegni precisi e garanzie di ferro. Qualora ci fosse un problema di volontà politica o personale vogliamo che ciò emerga pubblicamente per procedere a un chiarimento definitivo nella maggioranza o alla sostizione di coloro che si oppongono alla realizzazione di quei progetti innovativi per la città che gli elettori del centrosinistra chiedono a gran voce». Chi c'è nel mirino? «Ribadiamo la nostra fiducia nel sindaco che è stato eletto fino al 2014 per governare con questa maggioranza, senza geometrie variabili. Ma vogliamo vedere chi è che non funziona nella squadra di governo, non solo assessori ma vertici delle partecipate. Mettiamo in gioco anche i nostri...». A buon intenditor poche parole...  «Strategia contro di noi, ma non ci muoviamo». Romano azzarda: «C'è una parte di questa maggioranza che punta a estrometterci con la tecnica della provocazione e della chiusura. È una strategia per spingerci fuori, ma non ci muoveremo. Abbiamo fatto un patto con gli elettori». Dall'inizio del mandato Idv ha presentato 28 atti tra interrogazioni e interpellanze, più 21 mozioni. «Molte proposte - rincara Del Lucchese sono rimaste nel cassetto perché la giunta non si è fatta viva: dal trasporto pubblico alla cittadella e alla consulta dei giovani». «La richiesta di mandato - chiude Bogi - nasce proprio per stimolare l'azione di governo, ci auguriamo con una discussione serena». Viste le premesse...

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