Il Tirreno

Livorno

La guerra del porto approda al Quirinale

Una bisarca di Elia
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Una bisarca di Elia

Elia ricorre al Capo dello Stato contro i limiti imposti dall'Authority

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 LIVORNO. La guerra del porto approda.... al Quirinale. Con un ricorso straordinario al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Fratelli Elia ha chiesto l'annullamento di tutti i limiti che le sono stati imposti dall'Autorità Portuale per il trasferimento delle auto sbarcate nel terminal della Sintermar.  Essendo scaduti i termini (60 giorni) per ricorrere in via giurisdizionale al Tar, la Elia si è rivolta al Capo dello Stato, procedura amministrativa che consente di impugnare gli atti entro 120 giorni dalla loro notifica.  Se venisse accolto il ricorso, la Fratelli Elia potrebbe ritirare le auto in porto senza servirsi dell'unica impresa autorizzata, la Unicoop Servizi. Ma non c'è solo una posta economica in palio, il ricorso è anche una resa dei conti: l'amministratore delegato del gruppo torinese, Roberto Volpato, in un burrascoso colloquio con il presidente dell'Authority Gallanti, aveva promesso che non avrebbe sottostato ai diktat dell'ente e che avrebbe impugnato gli atti. Così ha fatto, andando al muro contro muro.  Il ricorso è stato notificato nei giorni scorsi all'Autorità Portuale e, in quanto portatrice di un legittimo interesse, alla Unicoop Servizi. Quest'ultima sta valutando se costituirsi o no nel giudizio amministrativo.  Sarebbero tre, a quanto pare, gli atti impugnati: una nota dell'Autorità Portuale dello scorso gennaio successiva al primo verbale ispettivo; la parte dell'ordinanza 40 del 2001 che definisce "servizio portuale" il lavoro di trasferimento delle auto nuove da piazzale portuale a piazzale esterno; e infine la norma che ricomprende nell'ambito portuale anche le aree private contigue, come è appunto quella di Sintermar.  La tesi che la Fratelli Elia ha sempre sostenuto è che il terminal è fuori dall'ambito portuale, dunque non assoggettabile alle normative portuali, e inoltre che il trasferimento di auto è una normale operazione logistica e non una operazione portuale: prova ne è - sostiene Elia - che, in tutti gli altri casi, il ritiro della merce sbarcata può essere fatto regolarmente dal ricevitore, senza avvalersi di imprese autorizzate.  Sembrerebbe dunque quella del ricorso amministrativo la strada scelta dal gruppo torinese per opporsi alla linea dell'Autorità Portuale, e non quella di un ricorso all'Antitrust. Uno strumento, il ricorso, per fare pressione sull'Authority, chiamata - come deciso dall'ultimo comitato portuale - a riscrivere rapidamente, forse già a settembre, l'ordinanza 40 alla luce delle novità intervenute dal 2001 a oggi. C.M.

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di Redazione web