Il Tirreno

Livorno

Nella strada che porta a Vallin dell’Aquila 2.500 tonnellate di rifiuti

Cementir e Comune in lite per la discarica della vergogna

Alcune immagini dei rifiuti accatastati nella discarica di Vallin dell’Aquila
◗
Alcune immagini dei rifiuti accatastati nella discarica di Vallin dell’Aquila

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il Comune e il colosso Cementir, proprietario di un pezzo di bosco e dell'ex cava che si affaccia su Vallin dell'Aquila, finiranno davanti al Tar. Al centro della contesa ci sono 2500 tonnellate di rifiuti, abbandonate lungo una stradina semiasfaltata che corre sopra a via delle Sorgenti, subito dopo il Cisternino.  È qui - sul ciglio della strada che porta vicino alla vecchia discarica comunale e alla cava ricoperta (non del tutto) con fanghi bianchi di cartiera - che negli ultimi mesi è spuntato uno spettacolo davvero desolante. Qui si trovano infatti 500 copertoni di camion, bidoni pieni di vernici, centinaia di batterie e filtri ancora pieni d'olio. Un mare di materiali pericolosi - circa 1500 metri quadri, per 2500 tonnellate - divisi in due particelle distinte e visibili anche dal satellite.  Il 9 febbraio la polizia municipale ha compilato il primo verbale, segnalando l'abbandono incontrollato. Qualche settimana più tardi, il 4 aprile, mentre il cumulo cresceva il dirigente dell'unità operativa Strategie ambientali del Comune ha intimato alla Cementir (in quanto proprietaria dell'area) la rimozione.  Il tratto non è recintato, ci si arriva facilmente, è in collina, nascosto tra gli alberi. Non è difficile capire perché in molti hanno pensato di salire fino a qui per liberarsi illegalmente di rifiuti che, proprio perché pericolosi per l'ambiente e la salute, dovrebbero essere smaltiti con procedure particolari e costose. Accanto a divani ed elettrodomestici, spuntano anche lastre di cartongesso, eternit, vernici. Tutti abbandonati in fretta e furia su un terreno che, in realtà, è privato.  I tecnici del Comune - insieme ad Arpat, Asl e Provincia - hanno rilevato non solo la presenza degli scarti a cielo aperto, ma anche la necessità di procedere alla bonifica del terreno: basta rovesciare uno dei filtri scaldati dal sole e abbandonati lungo la strada per veder colare ancora quantità importanti di olio annerito.  Stando a quanto appreso dagli uffici, all'inizio la società ha presentato un piano di rimozione, poi, però, ha deciso di ricorrere al Tar della Toscana. Nella delibera passata dalla giunta comunale il 26 luglio, si legge che la Cementir italia srl chiede l'annullamento della nota dirigenziale dello scorso aprile avente per oggetto "abbandono di rifiuti nell'area di Vallin dell'Aquila - comunicazione di avvio del procedimento". La giunta ha quindi deliberato la costituzione in giudizio dell'amministrazione, affidando l'incarico all'avvocatura civica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa