Sicurezza
Aumenteranno l'Irpef e i tributi
Alessandro Guarducci
L'allarme dell'assessore Nebbiai: «Colpa di un governo falso e incapace»
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LIVORNO. «Questa è la più grande fregatura finanziaria dall'Unità d'Italia, perchè il governo Berlusconi ha nascosto per mesi e mesi la verità. Ed ecco il risultato...» L'assessore comunale al Bilancio e al Patrimonio Valter Nebbiai, tenendo fede alla sua solita schiettezza, va già duro nel giudizio sulla manovra anticrisi messa a punto dal governo. E la sue parole - seppur provenienti da un esponente del centrosinistra - non mirano solo ad alimentare la polemica politica, ma si rivolgono - con grande preoccupazione - alle conseguenze con cui dovranno fare i conti gli enti locali, dunque i cittadini. 21 Milioni in meno. «Per i livornesi è un vero disastro - sottolinea l'assessore - Se i provvedimenti e i numeri che sono stati annunciati troveranno conferma, nel 2012 il nostro Comune subirà non solo la prevista riduzione dei trasferimenti per 9.735.000 euro, una cifra che per noi rappresenta già un dramma, ma riceverà un ulteriore taglio di oltre 11 milioni di euro: insomma, dovremo far quadrare il bilancio con circa 21 milioni di euro in meno, e questo significa costringere l'amministrazione a mettere le mani nelle tasche dei cittadini». Più Irpef e Imu. Nebbiai spiega infatti che il governo «ha dato la possibilità ai Comuni di mettere l'imposta municipale immobiliare al 7,6 per mille, e quindi di introdurre una sorta di Ici mascherata». Non solo, ma i Comuni (come le Province e le Regioni) potranno anche ritoccare l'addizionale Irpef fino allo 0,8 per mille. «È dal 2004 che teniamo ferma l'addizionale Irpef allo 0,4 per mille - prosegue l'assessore - Abbiamo dovuto fare un grosso sacrificio ma il sindaco Cosimi aveva preso l'impegno di non aumentare la pressione tributaria e l'ha mantenuto. Ora credo che non sarà più possibile, e i livornesi dovranno capirlo anche se il conto da pagare sarà piuttosto salato: ogni punto in più di Irpef equivale infatti a circa 1.800.000 euro». Sacrifici, ma non per tutti. Valter Nebbiai non nasconde la propria delusione, e continua a snocciolare numeri su numeri. Poi la rabbia prende il sopravvento e l'assessore sbotta: «Questa manovra dice che il governo è falso e incapace». Pochi attimi e arriva la spiegazione a queste parole. Una spiegazione molto articolata. «I Comuni come il nostro - dice - dovranno tagliare i servizi pubblici oppure aumentare i tributi: non ci sono altre vie d'uscita. Così il governo farà fare ai Comuni quello che non ha fatto per poter vincere le elezioni». Il riferimento all'abolizione dell'Ici sulla prima casa è chiarissimo. Ma non basta. Nebbiai boccia senza se e senza ma la politica economica dell'attuale governo Berlusconi. «Il debito pubblico che era stato lasciato da Prodi nel 2008 ammontava a 1.666 miliardi di euro, pari al 106,3% del Pil - spiega - oggi invece il debito è di oltre 1.900 miliardi, pari a quasi il 120% del Pil e continua a crescere di 10 miliardi al mese. Ciò vuol dire che la manovra finanziaria viene fatta per mettere un freno a questo problema. Quindi non tanto per risanare il deficit tra le entrate e le uscite ma soprattutto per recuperare il debito pubblico». «Disastro epocale». Infine l'assessore aggiunge che «questa manovra economica non tocca né le grandi rendite né il grande capitale. È una cosa incredibile: se vogliamo evitare un disastro epocale, serve subito un governo tecnico». Dopo aver spiegato che la manovra bloccherà anche gli invistimenti e determinerà ulteriori problemi rispetto al patto di stabilità, Nebbiai torna ai conti di casa nostra. Tagli ai servizi. Parlando della manovra anticrisi del governo, l'assessore coglie l'occasione per ricordare che già quest'anno il Comune di Livorno ha subito una consistente diminuzione dei trasferimenti dallo Stato: ben 5.841.000 euro. «Nonostante la situazione di sofferenza - dice - siamo riusciti ottenere risultati importanti e a chiudere in anticipo il bilancio. Abbiamo destinato 23 milioni di euro all'istruzione, pari al 17% del totale del bialncio; 31 milioni di euro al sociale (22%), 5.100.000 euro alla cultura (4%), 2.100.000 allo sport (2%) e 528.00 al turismo (1%). In più abbiamo contributo al trasporto pubblico locale, cioè l'Atl, con 12.945.000 euro di cui 4.700.000 sono trasferimenti di parte corrente. L'anno prossimo, però, sarà un dramma e non solo perché la riduzione dei trasferimenti dello Stato sarà maggiore, ma anche perchè i decreti attuativi sul federalismo municipale stabiliscono che cultura, sport, turismo e programmazione economica devono sparire: in poche parole lo Stato azzererà le risorse per questi settori e toccherà esclusivamente al Comune trovare i fondi necessari. E non è detto che ci riusciremo: quindi non è escluso che si debbano rivedere i trasferimenti, con ricadute sui servizi». Tanto per fare l'esempio della cultura, c'è da chiedersi se il Comune riuscirà a garantire gli 889mila euro assegnati quest'anno all'istituto Mascagni o il 1.604.000 dato alla Fondazione Goldoni. «Ci proveremo», conclude Valter Nebbiai senza sbilanciarsi troppo.
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