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Dal Kosovo a Livorno: Maria Civinini presidente del tribunale civile
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Maria Giuliana Civinini Al suo attivo la guida dei magistrati europei a Pristina ma anche i periodi nel Csm e alla Corte di Cassazione
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LIVORNO. Fino a poche settimane fa era a Pristina, in Kosovo, a dirigere l'Eulex, il gruppo di 45 giudici europei, turchi e statunitensi incaricato di riportare la giustizia nel territorio squassato dagli anni bui della guerra civile; prima ancora è stata nel Csm. E' la dottoressa Maria Giuliana Civinini, nuovo presidente del tribunale civile di Livorno. E la dottoressa Civinini, pistoiese, 55 anni, sposata, con un figlio, Gugliermo, che studia a sua volta legge, ha iniziato la sua carriera in magistratura nel 1983. Dapprima ha lavorato a Modena come giudice civile, poi è passata al penale, alla pretura di Pistoia, dall'86 al '93; poi passando al tribunale civile fino al 1999. Fino al 2002 ha svolto l'attività di massimario (il magistrato che prepara le relazioni per le sezioni unite) alla Corte di Cassazione civile, per poi passare al Csm dove è rimasta fino al 2006, prima di assumere, nel 2008, la carica di presidente dell'Eulex in Kosovo. Maria Giuliana Civinini vuole sfruttare le sue esperienze, e in particolare quella nel Consiglio superiore della magistratura, anche nel suo incarico livornese: «Il tribunale civile di Livorno è una buona sede, con un organico adeguato e soprattutto molti magistrati giovani - sottolinea - e questo sarà importante per introdurre gli elementi di novità tecnologica di cui abbiamo discusso a lungo nel Csm, che ci consentiranno di snellire ulteriormente i tempi dei giudizi civili, peraltro già buoni». Intanto il suo primo impegno sarà quello di avere in tempi più brevi possibile l'avvicendamento del giudice del lavoro Jacqueline Magi, che a settembre sarà trasferita: «In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, con questa pesante crisi economica - puntualizza la dottoressa Civinini - è fondamentale che l'organico dei giudici del lavoro sia al completo». Il nuovo presidente del tribunale civile spiega di aver avuto un'ottima impressione dal suo arrivo a Livorno: «Ho trovato una notevole collaborazione nei colleghi e negli avvocati, e devo dire che ho già avuto modo di apprezzare anche lo spirito dei livornesi. E poi - sorride - non è certo male arrivare d'estate in una località di mare». Parlando della sua esperienza alla guida di un organismo giudziario internazionale, l'Eulex appunto, la dottoressa Civinini ha rimarcato come si sia trattato di un'esperienza di enorme valore umano e professionale: «Il nostro compito era quello di riportare la giustizia in una parte d'Europa dove la guerra civile aveva imperversato, e dove questa domanda di giustizia era altissima». Il magistrato italiano aveva la responsabilità di coordinare i giudici europei con quelli locali, con cui venivano formati collegi misti, applicando il codice kosovaro cui erano state apportate alcune modifiche per allinearlo agli standard europei, ma anche di far parte a sua volta di questi collegi giudicanti. «Abbiamo dovuto affrontare casi di crimini di guerra, commessi da tutte le parti in causa, ma anche casi di delinquenza comune, e moltissimi episodi legati a domande di riconoscimento o di riottenimento delle proprietà - sottolinea in conclusione - e credo che aver colaborato a riportare la giustizia in quei territori sia stato un fatto fondamentale per cercare di avere una vera pace»
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