Sequestrata la ex Carbochimica
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Larea della ex Carbochimica che è stata sequestrata E' l'area dove deve sorgere la centrale a biomasse
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LIVORNO. Sequestrata dal giudice l'area della ex Carbochimica di via Leonardo da Vinci dove dovrebbe sorgere una centrale elettrica a biomasse. Il provvedimento del magistrato civile di Roma è arrivato dopo che si è aperto un contenzioso tra la Feder Petroli Green Road, che aveva venduto l'area di circa 11mila metri quadrati alla società Enital. Il venditore contesta infatti che l'acquirente non abbia onorato i termini economici del contratto e ha aperto una causa civile presso il tribunale di Roma. In attesa che la vertenza legale venga definita, la Feder Petroli ha ottenuto il 4 agosto scorso dal giudice Matilde Carpinella il dispositivo di sequestro dell'area. «Enital non ci ha pagato quanto era stato stabilito - ha sostenuto a questo proposito Pasquale Giordano, amministratore delegato dell Ferer Petroli - e questo nonostante sia stato rinegoziato il prezzo d'acquito, passato dagli orioginari 13,5 milioni ai 10 milioni stabiliti nel gennaio del 2010. Alla fine abbiamo ricevuto soltanto 870mila euro - ha sottolineato Giordano - e questo mentre la Enital, che è una srl con un capitale sociale di soli 30mila euro, non ha portato a termine l'aumento di capitale di 4 milioni che era stato prospettato. Per questo, visto che noi avevamo consegnato l'area con tutte le autorizzazioni necessarie, abbiamo chiesto al giudice di togliere il possesso della ex Carbochimica alla Enital». E mentre l'amministratore delegato della Feder Petroli ricorda che, oltretutto, ci sarebbero altri acquirenti interessati all'area per impiantarvi una centrale elettrica a biomasse, da parte Enital arrivano considerazioni di tenore opposto. Paolo Giovannetti, direttore della società, spiega di non avere avuto ancora notizia del provvedimento di sequestro, ma allo stesso tempo sottolinea che i lavori di bonifica nell'area sono partiti da tempo e che si sta per iniziare la costruzione dell'impianto vero e proprio, con un considerevole investimento, che dovrebbero partire entro la prossima primavera. «Staremo a vedere cosa deciderà alla fine il giudice» - ha chiosato Giovannelli. L'area in questione fa parte del complesso della ex Carbochimica, azienda che produceva catrame, che venne acquistato in blocco dalla Feder Petroli, che ne vendette poi una parte, 30mila metri quadri, alla Toscopetrol di Neri e D'Alesio, che li usa per stoccare gli olii vegetali per la Novaol, che produce biocarburante diesel. Nell'area venduta alla Enital è prevista invece la costruzione di una centrale elettrica da 25 Mw che venderà l'energia elettrica prodotta all'Enel.
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