Sicurezza
Preso a sassate sulla sua barca e derubato
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Preso a sassate da un magrebino, che si è intrufolato nella sua barca, ci ha passato la notte e ha fatto anche i bisogni a bordo. Risveglio choc per il proprietario di un cabinato di 11 metri, ormeggiato in un circolo in via degli Avvalorati
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Preso a sassate da un magrebino, che si è intrufolato nella sua barca, ci ha passato la notte e ha fatto anche i bisogni a bordo. Risveglio choc per il proprietario di un cabinato di 11 metri, ormeggiato in un circolo in via degli Avvalorati.
L'uomo va in barca per prepararsi per un'uscita in mare per pescare quando vede gli oblò divelti. "Ho visto che era tutto sotto sopra e ho pensato: ecco, è toccata a me stavolta", dice la vittima. All'interno trova escrementi umani, carta igienica sporca e indumenti.
A quel punto prende la sistola dell'acqua e inizia a pulire. Poi va giù nella cabina di emergenza e sente dei rumori: a un tratto sbuca un giovane sui 20 anni, nordafricano. "Mi ha colto alla sprovvista - racconta il pescatore - gli ho urlato di andarsene, lui è salito per le scalette e poi ha raggiunto la passerella e la spalletta. Io intanto ho chiamato i carabinieri, ma mentre ero al telefono lui ha preso due grossi blocchi di cemento da un lampione rotto sulla piazza e me li ha tirati. Non mi ha colpito per miracolo: poteva uccidermi. Ognuno di quei massi peserà sui 5 chili".
Spaventato, il padrone della barca aspetta l'arrivo della polizia e poi denuncia il fatto. Ma non è finita qui: l'uomo è stato anche derubato di un televisore, di un videoregistratore e di due canne da pesca. "Credo si tratti di un'altra persona, forse di un complice".
"Avrei voluto seguirlo, ma la polizia mi ha detto di lasciar perdere perché poteva essere armato". Il pescatore è sconvolto: "Siamo alla mercè di questa gente: pensare che proprio in questi giorni, dopo i controlli dei carabinieri, ho tolto un cancellino di protezione che avevo messo per tutelarmi dalle intrusioni: non è la prima volta che trovo gente in barca. Ma un'aggressione così non l'avevo mai subita: sono vivo per miracolo".
L'uomo va in barca per prepararsi per un'uscita in mare per pescare quando vede gli oblò divelti. "Ho visto che era tutto sotto sopra e ho pensato: ecco, è toccata a me stavolta", dice la vittima. All'interno trova escrementi umani, carta igienica sporca e indumenti.
A quel punto prende la sistola dell'acqua e inizia a pulire. Poi va giù nella cabina di emergenza e sente dei rumori: a un tratto sbuca un giovane sui 20 anni, nordafricano. "Mi ha colto alla sprovvista - racconta il pescatore - gli ho urlato di andarsene, lui è salito per le scalette e poi ha raggiunto la passerella e la spalletta. Io intanto ho chiamato i carabinieri, ma mentre ero al telefono lui ha preso due grossi blocchi di cemento da un lampione rotto sulla piazza e me li ha tirati. Non mi ha colpito per miracolo: poteva uccidermi. Ognuno di quei massi peserà sui 5 chili".
Spaventato, il padrone della barca aspetta l'arrivo della polizia e poi denuncia il fatto. Ma non è finita qui: l'uomo è stato anche derubato di un televisore, di un videoregistratore e di due canne da pesca. "Credo si tratti di un'altra persona, forse di un complice".
"Avrei voluto seguirlo, ma la polizia mi ha detto di lasciar perdere perché poteva essere armato". Il pescatore è sconvolto: "Siamo alla mercè di questa gente: pensare che proprio in questi giorni, dopo i controlli dei carabinieri, ho tolto un cancellino di protezione che avevo messo per tutelarmi dalle intrusioni: non è la prima volta che trovo gente in barca. Ma un'aggressione così non l'avevo mai subita: sono vivo per miracolo".
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