Sicurezza
Limprenditore in carcere: ecco altri testimoni
Nuove accuse per l'edile «Ha molestato 4 bambini»
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LIVORNO. Sarebbero quattro i bambini molestati dal giovane imprenditore edile abitante in un paese in provincia di Livorno e arrestato dai carabinieri a fine luglio, ma due casi sono tutti da verificare. Del primo episodio (ai danni di una bambina di 4 anni) Il Tirreno ha già dato notizia. Un altro (avvenuto un mese prima nei confronti di un bambino di tre anni) avrebbe avuto sufficienti riscontri, secondo quanto illustrato ieri dal magistrato che coordina le indagini, il viceprocuratore Luca Masini. Gli altri due episodi, invece, si pongono ancora su un livello inferiore: segnalazioni, voci. Tutti elementi in corso di accertamento da parte dei carabinieri. Intanto il ventisettenne accusato di essere un pedofilo è stato trasferito dalle Sughere, dove era tenuto in isolamento per la sua incolumità, al penitenziario di Sollicciano, dove esiste una sezione speciale per chi è accusato di reati contro i minori. Era stato arrestato dopo che una bambina di 4 anni aveva confidato al padre di essere stata toccata e baciata nelle parti intime in giardino. La piccola, figlia di una coppia conosciuta per caso dall'imprenditore, aveva la tutina lacerata nella parte posteriore. Portata all'ospedale, era partita la segnalazione ai carabinieri. Gli investigatori erano andati a prendere il giovane a casa e lo avevano condotto in caserma. Messo alle strette, aveva confessato. Ora il pm sottolinea che quella confessione scritta di suo pugno sarebbe «molto cruda». Nel frattempo i carabinieri hanno continuato a indagare, cominciando a sentire i vicini di casa. E proprio dai vicini sono arrivate alcune indicazioni: altri tre episodi simili. Uno di questi avrebbe avuto la conferma di un testimone oculare: la madre di un bambino di tre anni, che sarebbe stato preso in braccio e palpeggiato nelle parti intime. Episodio avvenuto a giugno, in un bar. Anche in questo caso la madre del bambino era stata appena conosciuta. La donna, però, non lo aveva denunciato: «Avevo provato disagio e d'istinto mi ero ripresa mio figlio». La posizione del giovane è delicata. E' vero che gli vengono contestati «solo» palpeggiamenti, ma da anni ormai il codice, all'articolo 609 bis, pone sullo stesso piano le vecchie molestie con la violenza sessuale vera e propria. Il pm Masini taglia corto, parla già di pena dai 7 ai 14 anni ridotta eventualmente dal giudizio abbreviato. E fa capire che farà presto a chiudere l'indagine.
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