Gioco
Ciao suor Giulia, una vita a chirurgia
Gian Ugo Berti
La scomparsa a Torino: per quarant'anni è stata caposala a Livorno
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LIVORNO. Se ne è andata il 26 marzo, a 86 anni, alla Casa Betania dell'istituto Cottolengo di Torino, ma la notizia si è diffusa soltanto in questi giorni a Livorno, dove era amtissima: ad andarsene è stata suor Giulia, al secolo Giacomina Fusi, dal 1951 al 1991 caposala del reparto di Chirurgia toracica agli Spedali Riuniti. Per comprendere l'importanza del suo ruolo operativo bisogna tornare indietro nel tempo, quando il 18 marzo del 1951, a Livorno, viene inaugurato il primo Centro italiano di Chirurgia toracica, sotto la direzione del professore Achille Gallinaro, allievo del professore Pietro Valdoni all'Università di Roma. Nemmeno nelle strutture universitarie esisteva, allora, qualcosa di simile. Interventi chirurgici sul torace se ne facevano, comunque, già dal 1949 al sanatorio di villa Corridi, primo sanatorio mariano nazionale. Non si trattò di un evento a sé. Era infatti da anni in piena attività un terreno culturale e professionale di grande importanza, nei settori della Pneumologia e della Tisiatria. All'inizio il nuovo centro fu sistemato al piano terra del primo padiglione. In questa realtà si pone la giovane suor Giulia, alla prese con una materia che, comunque, muoveva a livello tecnico ancora i primi passi nel nostro Paese. Se dal punto di vista medico, prioritario è stato il merito di Gallinaro e del suo gruppo, è indubbio che altrettanto valore abbia espresso il supporto logistico e infermieristico, coordinato da una volitiva e pragmatica suora del Cottolengo. Livorno, in quell'ambito, andava imponendendosi per qualità e quantità di prestazione, con innovative metodiche per la cura chirurgica dei danni provocati dalla tubercolosi. Pazienti venivano da ogni regione ed è quindi comprensibile che una simile attività avesse bisogno di un grosso percorso organizzativo. Le sue consorelle, che oggi vivono ancora a Torino, la ricordano come «instancabile, capace di coordinare sala operatoria, degenza e personale: taciturna e schiva, quanto pratica e determinata, era il punto di riferimento per tutti». Attività che è proseguita anche con i successori di Gallinaro: per un breve periodo, il reparto rimase sotto la direzione del suo aiuto, Francesco Gerini e quindi fu diretto dal Adriano Bencini. Bencini ebbe, tra l'altro, il merito di portare il nuovo metodo di cura chirurgica dell'asma bronchiale. «Anche per noi giovani medici - ricorda Piergiovanni Soriani, direttore di Chirurgia toracica dal 1986 al 2001 - suor Giulia ha rappresentato un'epoca fatta di umanità, professionalità e grande carisma. Ho avuto il piacere di conoscerla e apprezzarla dal 1963 fino al suo collocamento in pensione e posso dire che non si sarebbero potuti raggiungere quei livelli di qualità se non ci fosse stata la partecipazione di tanti e,fra questi, anche quella di suor Giulia».
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