Italia
Ai Pancaldi con la bibita dal nome ambiguo
I ragazzini giocano a fare i trasgressivi
Gio. Car.
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LIVORNO. Sulle prime abbiamo pensato a uno scherzo dal gusto boccaccesco. Invece era tutto vero: ai Pancaldi è andato in scena il "fi.gà party", un evento che gioca chiaramente sul doppio senso e che si propone di pubblicizzare una bibita che sta incontrando grande successo tra i giovanissimi, proprio grazie al nome. Sulla "a" ci sarebbe un accento, ma nel marchio assomiglia più a un disegno, così che la pronuncia avvenga come fosse una parola piana e non tronca. In fondo l'anatomia femminile è da tempo immemorabile usato per propagandare gli oggetti più svariati. Colpisce, nel caso, che stavolta il target sia quello dei ragazzini e che gli adulti organizzino anche una festa per loro. Facciamo un passo indietro. Estate 2008: nel panorama degli "energy drink" e dei cocktail analcolici, arriva un nuovo prodotto destinato ai ragazzi. Così la descrivono: bevanda a base di fiori di guaranà, leggermente frizzante, analcolica, dal sapore fruttato. Siamo riusciti a convincere i giovani ad acquistarlo? Probabilmente no. Il nome scelto per la bibita: fi.gà. Ecco il motivo che ha reso il drink così popolare tra gli adolescenti. E ieri sera, come detto, si è svolto il "fi.gà party". La discoteca del mercoledì sera è l'evento principale dell'estate dei giovanissimi livornesi: ragazzi che di solito vanno dai 13 ai 16 anni. Non bastavano gli schiuma party, i bikini party, i tropical party, gli snow party. Ci voleva anche il fi.gà party a solleticare le fantasie adolescenziali. Il nome della bibita, spiegano sul sito ufficiale, deriva dalle prime e ultime lettere di fiori e guaranà; evidentemente la sigla fi.gu non era abbastanza accattivante. Ma la trovata pubblicitaria che ne ha permesso il successo nasconde, e neanche troppo velatamente, una sguaiata associazione d'idee. Chissà quanti ragazzi, nell'acquistare la bevanda, pensano ai benefici principi dei fiori di guaranà, e quanti invece la scelgono per un infantile desiderio di trasgressione, una bibita più dissacrante che dissetante.
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