Gioco
Il sociologo Ampola
«I genitori sbagliano a coltivare queste vanità»
◗
Un gruppo di ragazze prima delle semifinali per Miss Livorno 1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Non è questione di regolamenti. E' questione di genitori». A dirlo è Massimo Ampola. Secondo il sociologo, fenomeni "anomali" quali la partecipazione di ragazze giovanissime a concorsi di bellezza, sono causati dalle involontarie proiezioni delle mamme, che inconsciamente caricano le figlie di ambizioni e desideri coltivati da loro stesse. La questione non è tanto diversa, per "par condicio", dai babbi che incitano in maniera eccessiva i figli durante le manifestazioni sportive. «Avere dei sogni per i propri figli è una cosa fisiologica, normale e anche positiva - continua Ampola - il problema si verifica quando c'è un eccesso di aspettative e di trasferimento delle proprie scelte sui più piccoli». D'altro canto, spiega il sociologo, in altre società la cosa è ancor più preoccupante e impressionante. Basti pensare agli Stati Uniti, dove vengono fatti concorsi per bambine di 7 o 8 anni, ritratte in pose sexy. Giusto quindi avere delle aspirazioni per i giovani, sbagliato mettere loro un "abito" che può essere indossato solo da un adulto. «E' vero - conclude - ci si è spostati in avanti di 10 anni: i 16 anni di oggi corrispondono ai 26 di una volta e viceversa. Ma c'è anche un ritardo nella capacità di gestire i giovani. I genitori devono essere i primi a educare i figli. Coltivare la vanità è sbagliato». G. C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
