Il lutto
Decine di furti al Santuario: «Ma ora abbiamo le telecamere»
Dai gioielli dei re ai voti dei santi le opere rubate e mai recuperate
Juna Goti
◗
DELLA CROCE San Paolo, padre dei pas- sionisti: il suo ex voto rubato e riprodotto 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Trafugati, portati via dagli archivi, dalle gallerie, perfino dal collo della Madonna. Sono i gioielli, bassorilievi, quadri spariti negli anni dal monastero che veglia su Livorno. Ex voto mai ritrovati, dispersi sul banchetto di qualche antiquario o nella cassetta di sicurezza di un collezionista. Deve essere il caso dei gioielli della Madonna, il più clamoroso, famoso, mal digerito dei furti mariani. Il 4 agosto 1971 è impresso nella memoria dei livornesi: «Insulto a una città», titolavano Il Telegrafo e l'Eco di Montenero. Dal Santuario sparirono i gioielli che adornavano il quadro della Signora, con in braccio il suo Bambino: una croce e una spilla tempestate di brillanti e appartenute a Carlo III re di Spagna (1770), una cometa di diamanti, l'anello di Maria Luisa regina d'Etruria, un pendaglio di brillanti appartenuto a Vittorio Emanuele I, re di Sardegna. Poi medaglie d'oro, fili di perle. «Vogliamo affidare a un disegnatore di gioielli - fa sapere don Luca - la riproduzione (ovviamente non con materiali pregiati) di quei gioielli, per mostrare alla gente com'erano. Io ho avuto la fortuna di vedere il quadro poco prima che lo trafugassero, era una meraviglia...». Don Luca è convinto: «Chi ruba qui non è livornese, un livornese non farebbe mai un torto simile alla Madonna». Disperso è anche il prezioso ex voto fatto riprodurre qualche tempo fa dai monaci: un dipinto del Settecento che mostra San Paolo della Croce, padre dei passionisti, salvato dal mare in tempesta mentre viaggiava da Genova a Civitavecchia. È stato rubato dalla galleria. Ecco perché don Luca ha fatto sistemare in alto, «dove non può arrivare nessuno», l'ex voto più prezioso: un'immagine del Santuario del 1822, quando non c'era la piazza che conosciamo oggi. «Comunque - chiude - poche settimane fa su invito dei carabinieri e del colonnello Saverio Nuzzi, abbiamo fatto sistemare le telecamere in tutta l'area. Lo scriva: ora vediamo tutto, dall'altare alle gallerie...»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
